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12/02/2021

Cassero senese L’ex gestore chiede al Comune danni per 130mila euro

Il Tirreno - Francesca Ferri

Mesi di attesa senza avere il contratto, né un nuovo bando Ora Archetipi vuole un risarcimento o passerà alle vie legali grosseto
Francesca FerriGROSSETO. Lo aveva annunciato e lo farà. La società Archetipi srl chiede al Comune di Grosseto e all'Istituzione Le Mura un risarcimento di almeno 130mila euro per i danni subiti - sostiene - a causa del mancato perfezionamento del contratto di gestione quinquennale del Cassero senese. La richiesta è contenuta in una lettera dello studio legale Boccini, che segue Archetipi in questa vicenda, ed è firmata dall'avvocato Riccardo Boccini, che oggi la invierà via Pec al Comune e all'Istituzione Le Mura. Il conto presentato, in realtà, potrebbe essere anche più salato. I 130mila euro sono infatti solo una prima stima dei danni, calcolata sulla base delle spese sostenute per i lavori, per gli eventi svolti, per l'acquisto di arredi e strumenti per realizzare il progetto con il quale Archetipi aveva vinto la gara d'appalto. Se entro 15 giorni Comune e Istituzione non daranno risposta o, in alternativa, se respingono la richiesta, Archetipi - annuncia - si rivolgerà al tribunale. La vicenda è arcinota. Il 31 maggio 2019 Archetipi, società della famiglia Del Gizzo, si aggiudica - unica partecipante - il bando di gara promosso dall'Istituzione Le Mura per l'affidamento in concessione degli spazi e dei volumi del Cassero. È un passaggio molto atteso dalla città, che conta in questo modo di affidare il suo monumento più bello e suggestivo a qualcuno che possa organizzarvi eventi e attività in modo continuativo, con un progetto importante che lo renda luogo aperto e vivo. Come prevedono le procedure di gara, prima dell'aggiudicazione definitiva devono essere verificate le dichiarazioni rese dalla società che ha vinto il bando. Solo a quel punto si firma il contratto e, a quel punto, l'aggiudicazione viene perfezionata. Passaggi per i quali Archetipi stima serva circa un mese. Intanto, in virtù dell'aggiudicazione provvisoria, la società comincia a organizzare alcuni eventi estivi.Di mesi, però, ne passano quattro. Sembrano esserci problemi su alcuni passaggi del bando di gara, in particolare nella parte relativa ai lavori, molti e costosi, necessari per rendere il Cassero agibile e, per estensione, fruibile. A ottobre 2019 Archetipi lamenta pubblicamente che il clima di incertezza nel quale ha lavorato in estate non giova alla programmazione e agli investimenti. L'autunno del 2019 è un altro momento cruciale. Comune e Istituzione sollevano obiezioni sui requisiti della società Archetipi al momento della sua partecipazione alla gara. In particolare contestano alla società di non essersi iscritta all'Inps entro la scadenza del bando di gara (10 maggio 2019), cosa che avrebbe invalidato la partecipazione alla gara d'appalto. Obiezioni, quelle sull'iscrizione all'Inps, che la società rinvia al mittente, sostenendo di essere in piena regola, ma che provocano un'appendice di dissapori tra Guido Del Gizzo (Achetipi) e il dirigente comunale Arturo Bernardini. Che querela Del Gizzo per diffamazione. Intanto il periodo di aggiudicazione provvisoria è agli sgoccioli e, se non si firma il contratto, salta tutta la partita, compresa la possibilità di tenere il Cassero aperto al pubblico. Si arriva a un accordo: Archetipi, a inizio 2020, rinuncia all'aggiudicazione definitiva contando sulla promessa, da parte pubblica, di veder pubblicato un nuovo bando. Una sorta di gentlemen's agreement.A giugno 2020, però, la parte pubblica chiude la partita, confermando, in una determina dirigenziale (la 1028), la contestazione già fatta nell'ottobre precedente. Del nuovo bando, intanto, non c'è traccia, un po' a causa delle difficoltà materiali nell'elaborazione legate alla pandemia (personale in smartworking), un po' perché Comune e Istituzione Le Mura si concentrano su altri progetti: affidare la sala Eden e le troniere e riqualificare la Cavallerizza. A luglio Archetipi sgombera il Cassero, che torna nella piena disponibilità del Comune e di Istituzione Le Mura. Nel frattempo Bernardini perde la causa: secondo il giudice non ci fu diffamazione. A quel punto Del Gizzo annuncia di voler chiedere danni. E si arriva a oggi.Nessun commento da parte del Comune, mentre da Istituzione Le Mura il presidente Alessandro Capitani non si scompone: la proposta di Archetipi di gestire il Cassero «non è stata accolta - dice Capitani - per problemi tecnici rilevati dai funzionari del Comune. Questa richiesta danni non ci è arrivata, non so di cosa si tratti. Ma comunque saranno empre i funzionari a valutarla, gli stessi che hanno trovato problemi tecnici nella proposta. Non è una questione politica che riguardi il consiglio di amministrazione o che giudico io: è un problema tecnico e gli aspetti tecnici li trattano i tecnici». --© RIPRODUZIONE RISERVATA