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24/07/2020

Cassero chiuso per la prima volta in 20 anni e guerra Comune-Archetipi

Il Tirreno - Francesca Ferri

L'ente accusa l'ex gestore di non aver avuto il Durc in regola al momento della gara. La società: «Falso, ci paghi i danni»
Francesca Ferri /GROSSETOA vent'anni esatti dalla sua apertura, quest'anno per la prima volta il Cassero senese, sulle Mura di Grosseto, non ha un padrone di casa. E resterà chiuso al pubblico, mentre tra Comune di Grosseto e società Archetipi, dopo mesi di mediazioni, volano stracci, annunci di querela e maxirichieste di risarcimento danni. La determinazione 1028Non c'entra il virus. L'8 giugno il Comune di Grosseto, settore Staff, servizio Istituzione Le Mura, ha emanato la determinazione dirigenziale 1028, firmata dal direttore dell'Istituzione Le Mura, Nazario Festeggiato (nomina data dal sindaco lo scorso gennaio), con cui intende chiudere la partita con la società Archetipi. La società, della famiglia Del Gizzo, a fine maggio 2019 si è aggiudicata in via provvisoria - unica partecipante - il bando di gara per realizzarvi eventi nei successivi cinque anni. Nella determinazione il Comune addossa tutta la responsabilità della mancata aggiudicazione definitiva, e dunque dell'assenza di programmazione di eventi, ad Archetipi, colpevole - dice il Comune - di non essere stata in regola con i contributi previdenziali, in particolare il Durc, al momento della partecipazione alla gara d'appalto. Un'accusa che la società rispedisce al mittente, sventolando un documento dell'Inps e annunciando battaglia legale e una richiesta di risarcimento danni da 200mila euro. L'impegno per un nuovo bandoCome è noto, il contratto di affidamento della gestione del Cassero (eventi culturali, promozione turistica, cinema estivo, punto di ristoro) non è mai stato firmato da Archetipi. Da qui la chiusura della Fortezza al pubblico. Lo scorso marzo in un lungo intervento sul Tirreno l'imprenditore Guido Del Gizzo spiegò che, dopo mesi di vana attesa, la società Archetipi aveva acconsentito, in accordo con il Comune, a rinunciare all'aggiudicazione definitiva contando sulla promessa pubblicazione di un nuovo bando, poiché quello precedente (risalente a maggio 2019), che Archetipi si era aggiudicata in via provvisoria, «era stato redatto in modo errato», in particolare nella parte relativa agli interventi per rendere il baluardo della Fortezza agibile, e per estensione fruibile. Eventi provvisori, spese sostenuteNel periodo dell'aggiudicazione provvisoria Archetipi è potuta intanto "entrare" nel Cassero, portare nuovi arredi - una cucina, un frantoio fatto costruire apposta, arredi per il punto ristoro nella piazza d'arme - sostenendo spese e investendo risorse umane. Il caso DurcDel nuovo bando però non si è più vista traccia. Ma si apprendono adesso nuovi particolari sulla vicenda. Secondo il Comune è un altro il motivo per il quale il contratto non è mai stato prodotto: la società Archetipi, al momento di partecipare al bando, non sarebbe stata in regola con i contributi. Lo si legge nella determinazione 1028, che serve come presa d'atto della rinuncia della società Archetipi all'aggiudicazione del Cassero, presentata lo scorso 2 febbraio, e per restituire ad Archetipi i 1.500 euro di cauzione versati per partecipare alla gara. E che, in sei pagine, ricostruisce i passaggi secondo la relazione fatta a Festeggiato dal responsabile unico del procedimento, Arturo Bernardini (si legge a pagina 5). La tempisticaLa scadenza del bando era il 10 maggio 2019. Entro quella data i partecipanti avrebbero dovuto essere iscritti all'Inps. Archetipi invia la propria offerta nei termini. Ma, dice il Comune, «l'Inps aveva iscritto la società Archetipi in data successiva al maggio 2019» - ovvero, si legge qualche riga più sotto, solo a settembre - «seppur con decorrenza 8 aprile». L'iscrizione d'ufficio dell'amministratore avvenuta quattro mesi dopo la scadenza del bando basta, però, per il Comune a concludere che «non appare sostenibile che a tale data Archetipi srl e/o il suo amministratore unico fossero in regola sotto l'aspetto previdenziale, essendo la società già attiva, come si desume dall'iscrizione presso la Camera di commercio». Del Gizzo: "Siamo in regola"Respinge le accuse l'imprenditore Guido Del Gizzo: «Archetipi è sempre stata in perfetta regolarità contributiva, ne abbiamo le prove», dice mostrando un documento dell'Inps che attesta che l'iscrizione alla Previdenza è avvenuta l'8 aprile 2019, dunque entro la scadenza del bando. «Questa comunicazione l'abbiamo ricevuta dall'Inps il 25 settembre 2019 e da essa si evince, senza alcun dubbio possibile, che la Archetipi srl era in perfetta condizione di regolarità contributiva, e con ampio anticipo, al momento della partecipazione alla gara». Secondo Archetipi, insomma, i passaggi in capo alla società sono stati tutti regolari. "Danni per 200mila euro"«Ho lavorato un anno e mezzo gratis - prosegue Del Gizzo - perso altre opportunità, vissuto in un continuo stato di agitazione nell'attesa che il Comune pubblicasse il nuovo bando. Ho rinunciato all'aggiudicazione in virtù di un accordo con l'amministrazione comunale. Ci era stata annunciata, al momento dell'accordo, la rapida e corretta redazione di un bando finalmente efficace, da parte del nuovo segretario comunale. Invece, nel frattempo è stata pubblicata la determinazione, la riproposizione, in forma ufficiale, delle inesatte e artificiose argomentazioni del Bernardini proprio nel documento che doveva limitarsi a recepire un accordo già definito con l'amministrazione comunale, e che rappresenta adesso un danno d'immagine immeritato, infondato e inaccettabile da parte di Archetipi srl, che non intende in alcun modo subirlo». La società ha dato mandato ai propri legali di adire le vie legali «a tutela - dice Del Gizzo - della nostra onorabilità». Al Cassero Archetipi aveva allestito una nuova cucina, un frantoio, degli arredi nella piazza d'armi. A una prima stima, Del Gizzo calcola almeno 200mila euro di danni. Difficilmente quantificabile, invece, la delusione. oggi lo sgomberoIntanto proprio oggi Archetipi inizierà lo sgombero dal Cassero degli arredi installati per avviare la propria attività. --