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04/08/2018

Caso Secam, misure meno restrittive

QN - Il Giorno

SONDRIO LO HA DECISO IL TRIBUNALE DEL RIESAME PER CINQUE DEGLI ARRESTATI
- SONDRIO - MISURE di custodia cautelare modificate per alcuni dei protagonisti del «Caso Secam», l'indagine condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato e dalla Procura di Sondrio. Appalti truccati per compiacere gli amici in cambio di favori, questo il sospetto degli investigatori che, attraverso una lunga indagine (durata due anni) ha costruito l'impianto accusatorio. A seguito dell'ordinanza emessa dal gip su richiesta della Procura, erano stati disposti gli arresti domiciliari per nove soggetti: Amerigo Piasini, Daniele Bormolini e Diego Samaden (dipendenti della Secam e considerati dall'accusa alla stregua di pubblici ufficiali nelle circostanze contestategli). E una serie di imprenditori (beneficiari dei trattamenti di favore): Achille Gusmerini (amministratore unico di EdilGa di Berbenno), Pietro e Pierlorenzo Della Bona (della Della Bona costruzioni di Tirano) e Mauro Vannini, Armando Maria Gilardi e Sergio Liccardo, di fuori provincia. Gli avvocati dei nove indagati, però, fin dall'inizio avevano professato l'innocenza dei loro clienti e, per questo, chiesto che venissero rimessi in stato di libertà. Il pm e i gip di Sondrio, però, non avevano accordato la richiesta e così, i legali, si sono rivolti al tribunale del Riesame che, ieri e nei giorni scorsi, si è espresso sulle misure adottate verso alcuni di loro. A Bormolini (nella foto) sono stati revocati i domiciliari e gli è stato assegnato l'obbligo di dimora, lo stesso a Samaden e a Pietro e Pierlorenzo Della Bona. Gilardi, invece, in Sardegna, ha ricevuto la notizia della revoca dei domiciliari. Dovrà presentarsi, con cadenza regolare, alla Polizia Giudiziaria. Laura Taddei

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