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13/11/2020

Caso scuola, chiesto supplemento d’indagine

QN - Il Resto del Carlino

JOLANDA DI SAVOIA È ancora in divenire la vicenda giudiziaria scaturita dai lavori di riqualificazione del giardino sintetico dell'asilo 'Don Chendi' eseguiti nel 2015 e costati al Comune circa 60 mila euro. Il percorso burocratico dell'operazione ha portato nell'occhio del ciclone l'ex sindaco Elisa Trombin e l'architetto Francesco Alberti, allora dirigente dell'ufficio Lavori pubblici per i quali il magistrato inquirente Isabella Cavallari, ha chiesto il rinvio a giudizio. Per entrambi il capo d'imputazione è turbativa d'asta, mentre per il solo Alberti l'accusa ha ravvisato anche il reato di falso. Il giudice delle indagini prelimari, Vartan Giacomelli ha disposto un supplemento d'indagine, un'integrazione probatoria che possa confermare l'attività fraudolenta ipotizzata dall'accusa e ha rinviato l'udienza al 27 gennaio. Secondo la ricostruzione finita nel mirino degli inquirenti, l'intervento di riqualificazione è avvenuto prima ancora di approvare l'esecuzione del progetto. L'inizio lavori risale al 28 settembre 2015, lo stesso giorno in cui fu aperta la busta, l'unica, con l'offerta della ditta che li portò a termine a novembre del medesimo anno, prima ancora del via libera richiesto per legge alla pubblica amministrazione. Tutto secondo il codice degli appalti, avevano riferito amministratore e dirigente, stando alla loro versione a giustificare i lavori era sufficiente l'urgenza determinata dall'esigenza di mettere in sicurezza il giardinetto frequentato dai bambini della scuola. La spiegazione non convinse la minoranza consigliare che, nell'ambito di un Consiglio sollecitato dal prefetto proprio su reiterata richiesta dell'opposizione, denunciò pubblicamente i propri dubbi sulla regolarità dell'appalto, costi dei lavori e mancata trasparenza dell'operazione. Nessun atto ufficiale dell'Amministrazione, aveva rimarcato la minoranza, aveva fatto riferimento a un'impellenza tale da rendere comprensibile la scorciatoia imboccata dalla Municipalità. La vicenda, cominciata sullo sfondo di una tormentata scena politica, ha assunto negli anni i tratti dell'azione giudiziaria e oggi, per mettere la parola fine alla 'questione Don Chendi' risulta necessario stabilire se il verbale di assegnazione dei lavori così come quello di acquisizione del parere legale sui fatti dell'istituto, siano atti veritieri quanto legittimi. Monica Forti © RIPRODUZIONE RISERVATA