scarica l'app
MENU
Chiudi
29/10/2020

Caso Mercadante Condanna azzerata dalla Corte d’appello

Eco di Bergamo

I reati di corruzione propria e di frode ai danni dello Stato sono stati dichiarati prescritti. Mentre dall'abuso d'ufficio e dalla truffa è stato assolto «perché il fatto non costituisce reato».

Questa la sentenza dei giudici della quarta Corte d'Appello di Milano ieri per Patrizio Mercadante. Per il 60enne ex dirigente del Comune di Milano, a lungo residente a Bergamo, già preside dell'istituto Quarenghi e responsabile scuola della Uil in città, rinviato a giudizio per 19 capi d'imputazione, sono stati quindi azzerati i quattro anni di carcere inflitti in primo grado. Tolta la pena, restano le statuizioni: 28 mila euro di risarcimento in favore del Comune di Milano, parte offesa nel processo. Processo che in primo grado aveva visto assolvere la 72enne ex parlamentare Dc di Cividate al Piano Mariolina Moioli, la cui imputazione principale prefigurava un presunto peculato da oltre 220 mila euro commesso tra il 2010 e il 2012 nell'ambito della gestione dei fondi destinati all'infanzia da parte dell'assessorato alla Famiglia, che guidava. Per la Procura di Milano Mercadante, ex braccio destro dell'assessore Moioli, avrebbe invece gestito importanti iniziative del suo assessorato per fini personali. Alcune imputazioni, tra cui quella per corruzione e frode ai danni dello Stato, sono cadute per prescrizione per il protrarsi dell'inchiesta e del processo. Per conoscere le ragioni dell'assoluzione dalla truffa bisognerà attendere le motivazioni che saranno depositate fra 60 giorni.

In un filone stralcio dello stesso procedimento Mercadante era stato invece condannato in via definitiva a tre anni e tre mesi di reclusione, nonché a 60 mila euro di risarcimento a favore del Comune di Milano, con l'accusa di aver pilotato tra il 2010 e il 2011 appalti da oltre 30 milioni di euro per la riqualificazione e la gestione delle colonie estive per bambini dell'ente locale milanese, ricevendo in cambio una presunta tangente da 150 mila euro.

Cancellata dalla prescrizione anche la condanna di primo grado a due anni e tre mesi per truffa aggravata toccata a un'imprenditrice di Treviglio, Gesuina Faranda, 51 anni, titolare di un'impresa di marketing ed eventi. • Luca Testoni