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14/12/2019

Caso Maritan, il pm chiede la condanna per Zaccariotto

Corriere del Veneto

La difesa: gli altri tutti assolti, inutile sofferenza
«Il bando è stato predisposto ad hoc per favorire Luciano Maritan». Per la procura di Venezia Francesca Zaccariotto, all'epoca in cui era sindaco di San Donà, era consapevole che stava procurando un ingiusto vantaggio a Maritan quando venne assunto dal Comune come guardiaparchi, nonostante fosse al 32esimo posto della graduatoria. Ed è per questo che ieri il pubblico ministero Federica Baccaglini ha chiesto una condanna a due anni e sei mesi di reclusione per l'ex sindaco, ora assessore del Comune di Venezia. L'accusa è di abuso d'ufficio. Un reato per il quale Maritan insieme ed Eugenia Candosin, che all'epoca dei fatti lavorava in Comune a San Donà, erano già stati assolti in primo e secondo grado per mancanza dell'elemento soggettivo, e cioè il dolo nelle loro azioni. I due avevano scelto il rito abbreviato mentre Zaccariotto la via del processo ordinario. Alla luce di questa assoluzione definitiva, sembrava che per Zaccariotto il percorso sarebbe stato uguale. Invece la due assoluzioni non hanno impedito alla procura di chiedere una condanna per l'ex sindaco, ritenendo che nel suo caso il dolo ci sia. «La Procura insiste nella richiesta di responsabilità - dice l'avvocato Fabio Pinelli, legale di Zaccariotto - nonostante ogni giudice che è intervenuto finora in questo procedimento abbia ritenuto di emettere una sentenza di assoluzione. La vicenda provoca una inutile sofferenza e un danno reputazionale alla mia assistita» I fatti risalgono al 2009. L'amministrazione comunale di San Donà lanciò un bando per assumere con i voucher un guardiaparchi. Secondo la procura, quel bando era stato predisposto in modo da favorire Maritan, in quanto chiedeva un profilo anche pregiudicato, separato e con un figlio a carico. «Esattamente le caratteristiche di Maritan», ha sostenuto ieri il pm. Maritan era al 32esimo posto, ma secondo la procura fu favorito nella selezione, superando tutti gli altri candidati. «Che il bando fosse predisposto ad hoc lo ha confermato anche Candosin - ha continuato il pm - in una conversazione del 2012 durante la quale avrebbe detto "Ho fatto una roba ad hoc ma sono arrivate più domande rispetto a quelle che si pensava"». Per la procura, poi, ci sarebbe anche la testimonianza di una conversazione avvenuta in Comune durante la quale alcuni dipendenti avrebbero sentito dire che «bisognava dare priorità a Maritan». E, ancora, l'accusa sostiene che Zaccariotto sapesse bene chi era Maritan, tanto che- sempre secondo la procura - nel parlare con lei l'avrebbe chiamata con un soprannome. Pinelli ha chiesto l'assoluzione di Zaccariotto, sostenendo che è accusata di concorso morale in fatti che materialmente sarebbero stati commessi da Candosin e Maritan, assolti. La sentenza è prevista per il 7 febbraio. Eleonora Biral

La vicenda

● I fatti contestati nel processo risalgono al 2009 quando Francesca Zaccariotto era sindaco di San Donà ● L'accusa è di aver fatto un bando su misura come guardiano dei parchi per Maritan ● Maritan e l'impiegata Candosin sono stati assolti in primo e secondo grado ● Per Zaccariotto ieri il pm ha chiesto una condanna a due anni e sei mesi, la difesa ha chiesto invece l'assoluzione dell'assessore