scarica l'app
MENU
Chiudi
20/12/2018

«Caso Italpizza, ci sono irregolarità Lo dice anche l’ispettorato»

QN - Il Resto del Carlino

«NELLE due cooperative che lavorano in appalto alla Italpizza sono state accertate, dall'Ispettorato del Lavoro, violazioni, addebitati contributi omessi e sono state irrogate sanzioni amministrative. Le ragioni delle proteste sono fondate, ma i lavoratori devono stare attenti, perché il recente 'decreto sicurezza' ha reintrodotto il reato di blocco stradale e quindi le persone coinvolte corrono rischi personali molto pesanti». Firmato Flai e Filcams Cgil. Insomma, per il sindacato di piazza della Cittadella la mobilitazione davanti alla sede di via Gherbella (fatta dal Si Cobas), dove si trova l'azienda che produce pizze surgelate per tutta Italia, proteste molto accese che solo recentemente si sono andate esaurendo (diretta conseguenza della trattativa che si è svolta in profettura), ha un fondamento. NON SOLO, lo stesso sindacato afferma di avere tra le mani una pronuncia, «una comunicazione sintetica», dove si confermerebbero da parte dell'Ispettorato le irregolarità subite che i lavoratori hanno denunciato a più riprese, arrivando anche, appunto, a bloccare il traffico sulla Vignolese, come a tentare di fermare i mezzi in ingresso ed uscita della Italpizza. Una notizia che cambia le carte in tavola e anche di molto. Soprattutto per la gravità della pronuncia riportata dalla Cgil, laddove si farebbe riferimento, per esempio, ad «addebitati contributi omessi». Cambia o cambierebbe? Perché se da un lato le due cooperative non replicano, e tanto meno l'azienda, fonti vicine alle stesse ridimensionano notevolmente le affermazioni del sindacato, ribandendo la regolarità dei contratti e dei contributi versati. Gli accertamenti dell'Ispettorato, è bene specificarlo, sono stati eseguiti l'estate scorsa, nei confronti della 'Evologica' e della Logica.Mente', quest'ultima nel frattempo sostituita dalla 'Cofamo'. «IL MODELLO ITALPIZZA (cioè l'appalto completo della produzione industriale a 600 lavoratori di due cooperative) sembrava - attacca la Cgil - agli occhi di molta parte del mondo politico la via d'uscita virtuosa nel sistema degli appalti nel distretto agroalimentare modenese. Secondo alcuni da una parte ci sarebbero le false cooperative del settore carni gestite da stranieri e prestanome, ma dall'altra parte ci sarebbe invece il modello sociale delle cooperative virtuose, gestite da 'imprenditori italiani' e certificate dalla Fondazione Biagi. Tuttavia un elemento comune c'è: diffuse irregolarità e allontanamento dei sindacati scomodi, come è capitato alla Cgil». In attesa di maggiore chiarezza in merito, c'è da augurarsi, per tutti, che la 'pace' raggiunta recentemente in prefettura, quando l'azienda si è impegnata anche a rivalutare la posizione contrattuale (e contributiva) dei lavoratori resti invariata. Francesco Vecchi