MENU
Chiudi
19/09/2018

Caso della tensostruttura Grimaldi Lo scontro al comitato di gestione

QN - La Nazione

QUASI 'clandestino' il comitato di gestione dell'autorità di sistema di ieri mattina; eppure gli argomenti all'ordine del giorno, a partire dai chiarimenti relativi ai progetti d'investimento su Piombino, avrebbero meritato almeno una nota stampa. Invece silenzio assoluto: e subito dopo il presidente Stefano Corsini e il segretario generale Massimo provinciali sono volati a Lisbona per un meeting europeo sulle crociere (nello stesso aereo ha viaggiato anche Luciano Guerrieri per lo stesso meeting), staccando quindi la spina. DALL'ORDINE del giorno risulta che siano stati esaminati temi di ordinaria amministrazione e non. Tra i primi, alcune concessioni da rinnovare sul porto di Piombino e su quello di Livorno, insieme alla messa a punto del regolamento anticorruzione e di un codice di funzionamento dello stesso comitato di gestione. Più delicata la 'informativa' in relazione alla vicenda della Porto 2000, dopo il duro intervento critico del suo presidente Luciano Guerrieri sulle procedure per il terminal ro/pax alla radice della Darsena Toscana. Tra i più critici in comitato il rappresentante del Comune di Livorno avvocato Beppe Batini, mentre si è preso atto che c'è stato nel frattempo un consiglio d'amministrazione della Porto 2000 dove il presidente Guerrieri avrebbe ribadito la sua ferma opposizione a concessioni di 4 anni alla Grimaldi in area che il piano regolatore riserva ad accosti pubblici. Sulla vicenda come noto c'era stato anche un duro intervento dell'Autorità marittima che ha sequestrato la tensiostruttura Grimaldi: ma ieri in comitato di gestione portuale l'ammiraglio Tarzia non è volutamente entrato in tema. RIFERENDO sulle problematiche di Piombino, il comitato di gestione ha anche preso atto dell'incontro che il giorno prima c'era stato sempre a Palazzo Rosciano tra i soggetti interessati al rilancio del porto, i rappresentanti delle acciaierie e dei gruppi Neri e Cantiere San Giorgio del porto. Sono state smentite le indiscrezioni da Genova su una presunta intenzione di 'gettar la spugna' da parte di Pim, la joint venture tra Neri e San Giorgio per le demolizioni, il refitting e le ricostruzioni navali. Ma è stato anche chiarito, alla presenza del rappresentante della Regione Toscana ingegner Campana, che esistono criticità da superare per poter passare alla fase pratica dell'operazione. Qualcuno le ha attribuite anche alle difficotà legate al codice degli appalti, altri a valutazioni di carattere ambientale. Dalla riunione sarebbe uscita una dichiarazione di comune volontà di accelerate gli impegni per dare attuazione al progetto Pim, con la ribadita volontà dell'Autorità portuale a intervenire una volta ottenuto da PIM il piano definitivo degli investimenti e delle prospettive di lavoro. Antonio Fulvi

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore