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09/03/2021

Caso Crea, a giugno scade la gestione di tutti i Centri diurni per persone disabili

Il Tirreno - Donatella Francesconi

La preoccupazione delle famiglie di chi li frequenta Landucci: «Giù le mani da queste strutture» sociale
Donatella FrancesconiVIAREGGIO. Prorogata fino al 31 marzo la gestione della Comunità alloggio per minori di via della Gronda. A porre l'esigenza della proroga al Comune di Viareggio è stata la cooperativa sociale "Odissea" di Capannori che si è aggiudicata - facendo parte del vincente Consorzio "Co&So"- la gara triennale per la gestione della struttura che accoglie minori allontanati dalle famiglie di origine con provvedimento dei Tribunali. Intanto, la Crea ha fatto domanda di accesso agli atti alla Provincia di Lucca, stazione appaltante per conto del Comune di Viareggio. Ma il Consorzio fiorentino si è opposto alla consegna di parte degli atti coperti - è la tesi - da una sorta di diritto d'autore. «Dalla riunione della commissione sociale del consiglio comunale nei giorni scorsi», commenta la presidente di Crea, Vera Caruso, «qualche perplessità aggiuntiva sulla gara ci è venuta. Attendiamo di avere i documenti e poi valuterà il nostro avvocato l'eventuale ricorso». Ma ben altro terreno minato attende Crea che gestisce sette Centri diurni per disabili tra Viareggio, Massarosa, Pietrasanta e Stazzema, la cui gestione per il momento è prorogata alla fine di giugno. Siamo a marzo e l'Azienda sanitaria Toscana Nord Ovest non sembra ancora aver messo mano alla gara decisamente appetibile. «Io sono il genitore di una ragazza disabile che da quasi 30 anni frequenta il "Capannone" in Darsena, la struttura che come altre gestite dalla Crea è conosciuta e ammirata da tutti i viareggini. Voglio dire "Giù le mani da questi centri"». Messaggio che più chiaro non si può e che nasce dalla preoccupazione altissima, conferma Caruso, delle famiglie dei centri gestiti dalla Crea. Landucci è anche il rappresentante dei genitori dei frequentatori del Centro diurno al "Capannone", in Darsena: «la cosa che più ferisce è che il bando per la Comunità alloggio l'ha voluto chi è stato nella Crea, perché l'assessore Gabriele Tomei (oggi consigliere comunale e presidente della commissione sociale, ndr) alla cooperativa ha fatto il servizio civile. E in lui avevamo fiducia». Quella stessa Crea che - sottolinea Landucci - «è un pezzo di storia di tutta la comunità di Viareggio». Ma, sottolinea la presidente Caruso, «Crea non è contro i bandi di gara. Il problema è che nello stabilire i criteri - ed è il Codice degli appalti a prevedere che i criteri devono essere fissati dalle stazioni appaltanti - non è possibile vendere per trenta denari servizi ai minori o a persone con disabilità». Insomma, non è obbligatorio puntare sul ribasso alla basa d'asta. «Ho letto sul Tirreno la risposta del dirigente al sociale Vincenzo Strippoli relativa alla gara di aggiudicazione della struttura per minori di via della Gronda», conclude Landucci, «e ho notato che non le insufficienze del progetto "Co&So" non sono state riportate né spiegate». Così come non è stato preso in considerazione un passaggio che Viareggio ricorda bene: «Vorrei inoltre fare presente, e questo doveva essere preso in considerazione nel bando: quando il comune nel 2014 era in dissesto, la Crea si prese carico in concessione dei sevizi da erogare alla strutture di via della Gronda», ricorda con amarezza Carlo Landucci. --© RIPRODUZIONE RISERVATA