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30/07/2020

Caso Bellini: l’ora delle ammissioni Ai domiciliari i manager Alstom

QN - Il Giorno

L'inchiesta sulle tangenti per gli appalti del metrò
MILANO Non c'è solo Paolo Bellini. L'ex capoarea Atm inventore del "metodo" per intascare mazzette sugli appalti indetti dall'Azienda trasporti, non è l'unico che ha deciso di parlare dopo il blitz che più di un mese fa ha portato all'arresto di 13 persone del suo "giro", tutte accusate anche di corruzione. Così, mentre il tribunale della libertà ha respinto le richieste di scarcerazione degli ex manager Alstom Paolo Alberti e Federico Carpita mandandoli però ai "domiciliari", il pm Giovanni Polizzi trascorre diverse ore delle sue giornate a raccogliere a verbale le dichiarazioni di vari arrestati che, sia pur in modi diversi, dopo aver ammesso le proprie condotte hanno cominciato ad allargare un po' il cerchio. Detto che il "metodo Bellini" prevedeva che il capoarea, responsabile della mautenzione e sistemi di segnalamento dei metrò, aiutasse in gara uno dei concorrenti a un appalto in cambio di futuri subappalti a favore di un paio di società controllate da lui stesso come socio occulto, gli inquirenti si sono fatti l'idea che Bellini non possa aver agito da solo all'interno dell'azienda. Anche perché, se è vero che sette degli otto appalti degli ultimi anni che vengono ritenuti da lui "truccati" erano per cifre i fondo non clamorose, è pur vero che l'ex funzionario avrebbe partecipato a modo suo anche alla gara per il rifacimento del sistema di segnalamento sulla linea verde della Mm, che da sola valeva più di 100 milioni. E che in quella mano, in cui lui ha addirittura «giocato su più tavoli» (come ha scritto il gip Lorenza Pasquinelli) avrebbe trovato disposti a vedere le sue carte anche manager di colossi societari come la stessa Alstom ferroviaria e Siemens. Agli investigatori sembra improbabile, insomma, che un appalto di quel livello possa essere stato "gestito" da Bellini in solitudine aziendale. E che i racconti a puntate dell'ex funzionario - ma anche quelli di alcuni imprenditori e manager in affari con lui e per questo finiti in manette - siano piuttosto interessanti, lo dimostrebbero due circostanze: la prima è che il pm Polizzi ha "segretato" tutti i verbali già riempiti e così farà con i prossimi; la seconda è che ha già chiesto un incidente probatorio (che si terrà a settembre) nel quale davanti al giudice e ai difensori delle parti coinvolte, i racconti fatti dagli indagati potranno già entrare nel futuro processo. Invece proprio dagli arrestati legati a grandi nomi come Alstom e Siemens sarebbero arrivate finora le ammissioni più contenute, anche se entrambe le società sono comunque indagate come persone giuridiche per le singole vicende corruttive. M.Cons.