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21/10/2020

Caso appalti pilotati, Prisciandaro assolto «Incubo durato 7 anni, ora dignità restituita»

QN - Il Resto del Carlino

L'operazione Demiurgo, condotta dagli investigatori della questura, aveva messo in luce un vero e proprio sistema di appalti per lavori stradali 'pilotati' che aveva portato all'arresto per corruzione e turbata libertà degli incanti di alcuni funzionari degli uffici tecnici dei Comuni di Castelfranco e Carpi (in foto). Tra loro anche il geometra dell'Ufficio Tecnico di Carpi Marco Prisciandaro addetto alla manutenzione e alla segnaletica stradale. Dopo ben sette anni e decine di udienze, ora i giudici della Suprema Corte hanno annullato la condanna senza rinvio. In sostanza: secondo la Cassazione Prisciandaro era estraneo alle contestazioni. Lo scandalo appalti era esploso appunto nel 2012 e l'ex tecnico del Comune era rimasto in carcere quindici giorni; dopo di che era finito ai domiciliari per tre mesi e poi successivamente era stato sottoposto all'obbligo di firma. In primo grado Prisciandaro era stato assolto dall'accusa di corruzione ma era arrivata la condanna ad un anno per il reato di turbativa d'asta. Dopo di che era arrivato l'appello: i giudici gli avevano concesso la sospensione condizionale della pena, ridotta a sei mesi con la conversione da detentiva a pecuniaria e la concessione delle attuanti generiche e beneficio della non menzione. Attraverso il proprio legale, l'avvocato Manfredo Termanini, l'ex tecnico aveva poi presentato ricorso per Cassazione. Ed ecco nei giorni scorsi l'importante sentenza: l'annullamento della condanna senza rinvio - dopo l'assoluzione dall'accusa di corruzione - perché il fatto non sussiste. Secondo i giudici, in sostanza, nella vicenda posta in luce dagli inquirenti Prisciandaro non avrebbe avuto alcun ruolo o responsabilità. Parliamo di un dipendente pubblico di un ufficio tecnico che ha vissuto in un incubo durato anni. L'avvocato Termanini afferma di essere soddisfatto per come si è conclusa la vicenda, che ha restituito la propria dignità all'assistito, ritenuto estraneo ai fatti contestati dai giudici della suprema corte: «E' finito il girone d'andata, ora valutiamo se c'è da giocare quello di ritorno. Dobbiamo valutare il tempo trascorso; sono stati sette anni lunghi. In primo grado aveva anche l'interdizione dai pubblici uffici. La sua fedina penale è pulita - il mio assistito era incensurato - ma la situazione lo ha segnato profondamente. Vedremo ora come procedere». Valentina Reggiani