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30/01/2021

«Casette dell’acqua rimosse, ma presto ci sarà un nuovo bando»

QN - Il Resto del Carlino

Il caso
SASSUOLO «A seguito di una attenta valutazione l'amministrazione comunale sta studiando la pubblicazione di un nuovo bando indirizzato alle imprese del settore». Si chiude in consiglio comunale, con l'intervento del sindaco Francesco Menani, il 'caso delle casette'. Le 'casette' sono gli erogatori di acqua pubblica che l'amministrazione comunale - correva il 2014, una prima gara nel 2013 era andata deserta - installò, a seguito di un contratto sottoscritto con Pro Acqua Group di Rovereto, tra San Michele, Largo Bezzi, via Refice e nei pressi del Parco Amico, a Braida. Il 'caso' quello scatenatosi a seguito della loro rimozione, cui si è dato corso a fine 2020 non senza registrare il disappunto della sezione cittadina di Legambiente e del Partito democratico, che con un'interrogazione a firma di Vittorio Capitani ha sottoposto la questione al consiglio comunale, in modo che venissero chiariti i contorni della vicenda. «Quali sono stati i nodi di discussione principale che hanno portato la fine del rapporto? E' prevista - ha chiesto tra l'altro Capitani - l'apertura di un ulteriore bando per l'affidamento del servizio?». Servizio definito da Legambiente 'di grande valore' e tuttavia, numeri alla mano, un tantino 'snobbato' dai sassolesi. Tanto è vero che, ha fatto presente il sindaco, già dal 2018 Pro Acqua aveva richiesto prima di rimuovere i dispositivi in quanto 'le erogazioni dei quattro impianti installati in Sassuolo non erano sufficienti a coprire i costi', e poi - e qui siamo al 2019 - un contributo di 2200 euro a seguito di un accordo intercorso con l'amministrazione Pistoni che prevedeva l'esenzione di Pro Acqua dalla tassa di occupazione suolo pubblico e di riconoscerle 200 euro al mese. Accordo mai formalizzato (sarebbe stato in contrasto al Regolamento comunale occupazione suolo pubblico) e «in contrasto con quelle che erano le indicazioni dell'appalto che prevedevano ogni onere e spesa a carico della Ditta Pro Acqua: la presente amministrazione - ha spiegato Menani - ha constatato il mancato controllo degli atti posti in essere ai fini della corretta esecuzione del servizio e carenze istruttorie tali da mettere in discussione la validità del rapporto tra le parti e di conseguenza la possibilità di ogni eventuale contributo». Da qui, e «a fronte del mancato incasso da parte della ditta e della mancanza degli atti posti in essere dall'amministrazione precedente», l'interruzione del servizio. Che sarà tuttavia oggetto, in un prossimo futuro, di un ulteriore bando, «bando nel quale - ha fatto sapere il sindaco al consiglio comunale - sarà specificato che l'eventuale servizio sarà completamente a carico dell'impresa affidataria». Stefano Fogliani