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22/07/2018

Casette, al setaccio gli appalti In campo il super consulente

QN - Il Resto del Carlino

di ALESSANDRA PASCUCCI C'È UN DOPPIO filone di inchiesta a guidare le indagini della Direzione distrettuale antimafia sulle Sae (soluzioni abitative in emergenza) realizzate nelle Marche per accogliere le vittime del terremoto 2016. I finanzieri del Gico di Ancona e Macerata, su delega del procuratore facente funzione Irene Bilotta, indagano da un lato sul sistema degli appalti affidati a diverse imprese, dall'altro sui criteri di assegnazione delle abitazioni provvisorie ai terremotati. Sotto la lente delle Fiamme Gialle sono finiti migliaia di documenti, a partire da quelli relativi agli appalti affidati a una serie di imprese raggruppate sotto il Consorzio stabile Arcale e Cns. La Procura si è affidata a un consulente per supportare i finanzieri nell'analisi degli appalti. Anche le graduatorie per l'assegnazione delle casette è oggetto di analisi: l'ordine di ingresso nelle Sae è il frutto di un'osservanza scrupolosa delle regole? Oppure si è voluto favorire qualcuno? L'indagine è partita a gennaio e i militari della Guardia di Finanza avevano già chiesto chiarimenti, tra gli altri, a David Piccinini, capo della protezione civile della Regione Marche, cui è stato conferito l'incarico di soggetto attuatore della ricostruzione. Insieme a Piccinini sono indagati anche i dirigenti Erap di Ancona e Macerata, Maurizio Urbinati (ex assessore del capoluogo) e Lucia Taffetani, anche perché, come già accennato, gli inquirenti vogliono vederci chiaro anche sul fronte dell'assegnazione delle casette. Il quarto e ultimo indagato è il responsabile del procedimento Stefano Stefoni di Civitanova Marche. Agli indagati, oltre all'abuso d'ufficio, viene contestato il falso in atto pubblico. PER IL TERREMOTO del 2016 sono state consegnate 3.417 casette nelle quattro regioni colpite, Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, ma sono proprio le Marche la regione con il maggior numero di Sae. Le casette sono state spesso al centro di forti critiche non solo per i tempi lunghissimi di consegna, ma anche per la qualità della realizzazione, che non sempre ha rispettato gli standard. L'indagine tende a chiarire se vi siano state infiltrazioni di aziende in odore di mafia nella catena degli appalti, se i controlli fatti a posteriori (come previsto dalle ordinanze della Protezione civile per velocizzare la realizzazione e la consegna) abbiano permesso di sanzionare eventuali anomalie e stanare aziende sospette, se tutta la gestione del post terremoto abbia rispettato le normative.

È il totale delle casette finora consegnate nelle quattro regioni del terremoto. Il maggior numero è nelle Marche


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