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26/03/2020

Caserma della Finanza, Tar rimescola le carte

Il Mattino

La sede del comando era prevista in piazza Marconi Ora la vicenda si trasferirà nelle aule del Consiglio di Stato
CASERTA
Domenico Zampelli
«Il Tar Campania fa strike delle imprese partecipanti all'appalto per i lavori di ristrutturazione dell'ex ospedale civile, in piazza Marconi. Destinato, grazie a un intervento da cinque milioni di euro, a ospitare il comando provinciale della Guardia di Finanza. A inizio procedura le imprese concorrenti erano 12, ridotte poi a 8 nel corso della gara. Adesso, con due distinte sentenze della prima sezione di palazzo De Londres, escono fuori scena le prime tre classificate.
LA STORIA
Ma andiamo per ordine. La prima classificata (RTI Graded Coedil Sud), che si era vista revocare l'aggiudicazione all'esito della valutazione sulla congruità delle offerte, ha visto il tribunale amministrativo respingere il ricorso contro l'esclusione. In particolare, secondo il collegio (presidente Salvatore Veneziano, primi referendari Maurizio Santise e Domenico De Falco) non sono emersi «profili di irragionevolezza e illogicità nel giudizio di anomalia posto in essere dal Rup che, peraltro, è stato formulato all'esito di una complessa e reiterata interlocuzione con la società ricorrente». Più in particolare, la sentenza spiega che «la ricostruzione fornita in ricorso, secondo cui la ricorrente avrebbe fornito giustificazioni per il 96% del valore del valore totale dell'appalto, è nettamente smentita dall'amministrazione resistente che, invece, ritiene che le giustifiche abbiano riguardato solo il 55% delle categorie dei lavori da eseguite. La «ricorrente non è stata in grado di scalfire questa valutazione, né di evidenziarne l'irragionevolezza complessiva». Fuori uno.
IL SECONDO STEP
Con un'altra sentenza sono stati invece accolti, sempre dalla prima sezione del Tar, i ricorsi reciprocamente proposti dalle prime due classificate (Consorzio Policost ed RTI Califel Vitale). Con il conseguente annullamento dell'aggiudicazione. Vediamo perché. Il Tribunale ha condiviso i motivi del ricorso principale (proposto da Califel Vitale) con particolare riferimento alla parte in cui viene contestato che il Consorzio Policost, in seguito alla richiesta di giustificazioni avanzata dalla stazione appaltante in relazione al giudizio di anomalia, abbia sostanzialmente modificato l'offerta economica. Sulla riduzione dei costi relativi agli oneri della sicurezza, ma anche riguardo i costi dei prodotti e alla voce spese generali. Presupposti «che conducono questo giudice si legge nella sentenza - a ritenere la valutazione di non anomalia dell'offerta effettuata dalla stazione appaltante irragionevole e illogica». Fuori due. Ma non finisce qui. Perché il tribunale amministrativo ha accolto anche il controricorso (tecnicamente, ricorso incidentale) proposto dal Consorzio Policost contro Califel Vitale.
IL TERZO NODO
Condivisa in questo caso la doglianza secondo cui il giudizio espresso dalla Commissione di gara sarebbe affetto in qualche passaggio da macroscopiche illogicità, errori di valutazione evidenti e gravi. In particolare, il raggruppamento Califel Vitale avrebbe «offerto un'organizzazione di cantiere irrealizzabile, del tutto disancorata dalle reali ed obiettive esigenze del cantiere. Fuori tre. In conclusione, aggiudicazione annullata. E ora? Probabilmente la complessa vicenda dei lavori si trasferirà nelle aule di palazzo Spada, al Consiglio di Stato.
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