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10/01/2020

Case, prima ai veneziani Così il Comune li tutela

Il Gazzettino

Fissati criteri decisivi come la residenza nel territorio comunale da 15 anni in su L'assessore Venturini : «Centrato l'obiettivo di dare priorità ai nostri concittadini»
EDILIZIA POPOLARE
MESTRE Quasi 2500 persone hanno partecipato al bando che il Comune aveva pubblicato sei mesi fa per assegnare oltre 300 case popolari tra Venezia, isole e terraferma. Ora la graduatoria è stata approvata e varrà almeno per un anno intero, consentendo, dunque, di assegnare ulteriori alloggi che si renderanno disponibili una volta restaurati, e attualmente ce ne sono tanti, in ogni quartiere, in corso di manutenzione: gli ammessi, su 2354 domande (delle quali 4 annullate perché non presentate regolarmente), sono stati 2231 dei quali 618 nuclei familiari stranieri, il 41% di Venezia e isole e il 59% della terraferma.
E la novità più importante è che il Comune è riuscito a premiare soprattutto i residenti in città da più di 25 anni, mentre tantissimi nuclei stranieri sono in fondo alla graduatoria.
Il bando era diviso in due sotto ambiti, il primo per Venezia centro storico e isole, il secondo per la terraferma: ebbene, dei primi 100 classificati nel primo e nel secondo, 95 sono veneziani o comunque residenti i città da almeno 25 anni, e solo 5 di nazionalità straniera (a fronte di quasi un 30% di domande), quindi in totale sono 190 veneziani e 10 stranieri. E questi 200 primi classificati otterranno subito la casa perché un centinaio di alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) sono immediatamente assegnabili dato che il Comune ha ultimato i restauri, e a questi se ne aggiungono oltre 200 dell'Ater, anche questi immediatamente disponibili e per i quali si applica la graduatoria appena approvata dal Comune.
LE FINALITÀ
«Voglio chiarire un punto fondamentale perché non ci sia anche la remota possibilità di accuse infondate di discriminazione o, peggio, di razzismo - afferma l'assessore alla Coesione sociale Simone Venturini -: l'obiettivo che, con il sindaco Luigi Brugnaro e l'intera Giunta, ci eravamo prefissati era quello di favorire la residenza premiando chi paga le tasse al Comune da oltre 25 anni, ed evitando il pericolo che queste persone, a parità di requisiti, fossero superate in graduatoria da chi arriva dai comuni limitrofi. Senza questo intervento, e considerato l'alto numero di alloggi pubblici nel nostro Comune rispetto ad altri territori, avremmo rischiato di essere presi d'assalto da domande provenienti da nuclei con situazioni di disagio provenienti dai paesi limitrofi, penalizzando i nostri concittadini».
A differenza dei bandi precedenti, dunque, questa volta la graduatoria favorisce i residenti in città da molti anni ma come ci è riuscito il Comune dato che il contenuto del bando deve ricalcare pari pari i criteri e i punteggi stabiliti dalla legge regionale 39 del 2017? Ce l'ha fatta utilizzando al meglio la piccola discrezionalità prevista dalla legge, ossia assegnando allo scopo gli 8 punti massimi aggiuntivi. Come? Questi 8 punti sono andati a tre categorie: nuclei familiari composti esclusivamente da over 68 anni per i quali il canone di locazione annuo incida per almeno il 70% sul reddito familiare; a nuclei composti da residenti nel territorio del Comune da 15 a 25 anni (8 punti a chi abita da oltre 25 anni, e da 2 a 8 punti per chi risiede da un periodo che varia tra i 15 e i 25 anni); infine 1 punto è stato assegnato se nel nucleo familiare è presente un soggetto inserito nelle graduatorie definitive valide per i bandi di auto-restauro risalenti agli anni 2011 e 2014.
LE MODALITÀ
I questo modo, dunque, utilizzando al meglio i soli 8 punti gestibili dal Comune (rispetto alle 12 categorie, e alla trentina di sotto categorie imposte dalla legge regionale), la graduatoria ha premiato in primo luogo i residenti.
«Voglio ringraziare pubblicamente tutte le persone del Comune e di Insula che in questi mesi si sono dedicate totalmente a questa iniziativa e così hanno consentito al Comune di dare una risposta importante al problema abitativo - conclude Venturini -. È stato un lavoro lungo dato che la prima semina è iniziata ben tre anni fa, perché il bando è solo l'ultimo passaggio: prima devi trovare i soldi, stanziarli, fare le gare d'appalto, aprire cantieri e ristrutturare le case».
Elisio Trevisan
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