scarica l'app
MENU
Chiudi
12/01/2021

«Case popolari, nuovi criteri di accesso»

QN - La Nazione

CASCINA Molti cascinesi si chiedono quando uscirà il nuovo bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. I tempi non sono ancora maturi, ma la nuova amministrazione ci sta lavorando fin dal momento del suo insediamento ed entro l'anno sarà pubblicato. Prima, però, è necessario un lavoro certosino affinché il nuovo bando sia rispondente e coerente con gli obiettivi del nuovo mandato. «L'elaborazione del nuovo bando terrà conto della necessità di eliminare le disposizioni discriminatorie verso gli stranieri previste dal precedente bando - sottolinea l'assessore al sociale Giulia Guainai -. In particolare delle norme che richiedevano l'esibizione della certificazione di non possidenza di immobili ad uso abitativo ubicati all'estero. Questo requisito, così come disciplinato dalla legge regionale, non può né deve esser escludente in fase di presentazione della domanda. Spetterà invece al Comune effettuare le idonee e necessarie verifiche in fase di assegnazione». Non è solo questa la norma da cambiare. In sede di stesura del testo, in relazione alle disposizioni regionali riguardanti il requisito di residenza anagrafica o lavorativa per almeno cinque anni non continuativi, è emersa la necessità di effettuare ulteriori approfondimenti. «La materia è infatti attualmente oggetto di controversia, come emerso anche dalla recente giurisprudenza della Corte Costituzionale, poiché il radicamento territoriale non può comportare l'esclusione dalla possibilità di presentare domanda da parte di chi si trova in una situazione di emergenza abitativa e di effettivo bisogno». Un aspetto di rilievo sul quale la nuova giunta regionale ha mostrato un'apertura riguardo alla possibilità di valutare un adeguamento della legge alla giurisprudenza più recente sui requisiti di accesso ai bandi Erp. «L'amministrazione cascinese si riserva di far slittare la pubblicazione del nuovo bando - conclude l'assessore Guainai -. Il rinvio diventa utile per fare maggior chiarezza proprio nell'interesse di tutti i cittadini e con l'obiettivo di garantire effettivamente i loro diritti. Intendiamo evitare di pubblicare un bando che contraddice in parte la funzione sociale dell'Erp, violando il principio di uguaglianza sostanziale, e che potrebbe risultare viziato in partenza, con il rischio che venga impugnato dalle associazioni di categoria come avvenuto in altri Comuni, essendo il termine di 4 anni ordinatorio ma non perentorio». Igor Vanni