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03/08/2021

Case popolari: non c’è pace a destra «Ostruzionismo, Lega così sbagli»

QN - La Nazione

di Luigi Caroppo FIRENZE Via il vincolo dei cinque anni di residenza per partecipare ai bandi di edilizia popolare in Toscana. Si introduce una più articolata premialità nella formulazione della graduatoria secondo quanto proposto da un emendamento presentato da Fratelli d'Italia: sarà riconosciuto un punto a chi vive o lavora in Toscana da almeno tre anni; 2 punti per i cinque anni; 3 punti per i dieci anni; 3,5 punti per i quindici e 4 punti per i venti anni di residenza o attività lavorativa nella nostra regione. Nel centrodestra non c'è strategia comune: la Lega fa le barricate e fa rinviare la legge; Fratelli d'Italia lavora sugli emendamenti per cercare di migliorarla, parola di Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione del partito di Giorgia Meloni. Donzelli, questione case popolari, un tema forte di Fratelli d'Italia. In Toscana si vara una nuova legge. Ed è scontro. «Il vincolo dei 5 anni non è la soluzione a tutti i problemi: sicuramente è utile, ma non risolutivo. L'aveva proposto la sinistra per gettare fumo negli occhi: nonostante sia tutt'oggi in vigore le storture nell'accesso alle case popolari non sono certo superate. Dobbiamo fermare il meccanismo che penalizza gli italiani in graduatoria per la casa popolare: vengono scavalcati sistematicamente da stranieri che partecipano per la prima volta». Il centrosinistra la pensa in maniera diametralmente opposta. «La legge era uscita malissimo dalla giunta, con il solito approccio immigrazionista del Pd. Per loro vengono sempre prima gli stranieri e tra gli stranieri stessi preferibilmente quelli che non rispettano le regole. In passato abbiamo denunciato, documenti alla mano, casi clamorosi di stranieri nelle case popolari proprietari di molte auto di lusso». Il suo partito ha presentato emendamenti concreti per la premialità. È la strada giusta? «Fratelli d'Italia ha fatto un gran lavoro in commissione regionale, introducendo premialità sia per la residenza sul territorio che per la storicità di presenza in graduatoria. Con le modifiche inserite da Fratelli d'Italia finisce l'ingiustizia del cittadino che aspetta la casa popolare da anni e viene ad ogni bando sorpassato dal rom o stranieri che arrivano e presentano la domanda per la prima volta». La Lega ha messo in campo una strategia ostruzionistica. Giusto? «Alcuni dicono che gli amici della Lega, sia a livello nazionale che regionale, a volte sembrano più ossessionati dalla volontà di fare i dispetti a Fratelli d'Italia che a combattere la sinistra. Io non ci credo, spero solo che presto si torni a dare battaglia insieme: in questo caso ci saremmo aspettati di vederli festeggiare i risultati ottenuti in commissione e difendere i nostri emendamenti che davano la priorità agli italiani. Con il rinvio della legge si è ottenuto invece che anche nei prossimi bandi la casa andrà agli stranieri ultimi arrivati, oltre che gettare nel panico i Comuni che adesso non sanno se fare o no i bandi». Il nodo vero è costruire più case popolari. «E' necessario costruire nuove case popolari anche grazie agli incassi che potremmo ricavare vendendo a prezzo calmierato la casa agli stessi inquilini Erp. Al tempo stesso è necessario rimettere in sesto e mettere a bando i tanti alloggi che sono vuoti, non assegnati o anche occupati illegalmente». Poi ci sono i furbetti. «Per combattere il fenomeno dei furbetti, sia italiani che stranieri, è necessario anche togliere l'autocertificazione. Bisogna dimostrare, documenti alla mano, di non avere altri immobili, nemmeno nella nazione di origine».