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19/05/2020

«Case di riposo, lavoriamo per i nuovi ingressi e le visite»

Il Giornale di Vicenza

L'EMERGENZA PIÙ GRANDE. Zaia: «Dobbiamo tutto gli anziani, il virus ha colpito di più tra loro»
«E Azienda Zero potrebbe indire bandi dedicati al personale di Rsa»
«Questo contagio verrà ricordato come "il virus dei nonni" nel senso delle case di riposo. E diciamocela fino in fondo: all'inizio c'era perfino chi ignobilmente trascurava l'importanza del virus e discuteva le prime misure di chiusura che adottavamo, dicendo che comunque non venivano colpiti i giovani. Gli anziani sono quella parte della società a cui noi dobbiamo tutto. Nelle case di riposo, lo so bene io che ci vado, c'è la storia del Veneto, dell'emigrazione, dei sacrifici. Tant'è vero che fin dalle prime fasi in cui è emersa l'epidemia dicevo "mettetevi la mascherina, fate sacrifici perché lo dobbiamo a chi è meno fortunato di noi dal punto di vista della salute". Purtroppo è un virus molto selettivo per certi aspetti: colpisce di più l'anziano, magari malato cronico. Fermo restando che colpisce anche i giovani». Il presidente Luca Zaia non guarda solo alle riaperture delle attività: la sua unità di crisi in Regione lavora anche, con l'assessore Manuela Lanzarin in prima fila, alle case di riposo.I vostri dati dicono che l'età media delle vittime è 81 anni.E questo la dice lunga su questa tragedia. Sicuramente le case di riposo hanno pagato uno scotto, laddove il virus è riuscito a entrare. Anche se voglio ricordare che parliamo di 331 di queste strutture in Veneto, con 30 mila ospiti e altrettanti operatori, e i nostri dati dicono che il 75% delle Rsa ha "contagio zero", come Arzignano e altre. Vuol dire che la qualità della gestione e le condizioni generali delle stesse strutture hanno permesso di evitare i contagi. Nel rimanente 25%, in alcuni casi il virus ha colpito poco e in altri c'è chi ha avuto la stragrande maggioranza degli ospiti infettati. Ci sono oltre 600 morti tra gli ospiti di Rsa, su quasi 1800 decessi.C'è chi vi accusa di esservi dimenticati delle Rsa.Non cerco scontri. Le rispondo solo che c'è un tempo per il rispetto delle vittime e del dolore e un altro per le polemiche. La nostra azione è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo vissuto un mese di panico totale nel riuscire a reperire i dispositivi di protezione, l'ho sempre detto. Tanto che quando siamo riusciti a far produrre le prime mascherine protettive, il nostro primo pensiero è stato mandarle alle case di riposo. Negli stessi ospedali le mascherine si contavano e il nostro primo compito era garantirle lì.C'è un altro aspetto: dovevate pensare prima di tutto agli ospedali e sono usciti bandi per nuovo personale sanitario. Inevitabile che ci sia stato anche un travaso dalle case di riposo.Ma è successo anche a noi di avere personale che ha partecipato ai bandi del governo per le "task force". La mobilità del personale c'è sempre. Ricordo anche la battaglia che ho fatto l'estate scorsa per 500 nuovi medici, e sembrava che fossi pazzo: ora ha fatto scuola.Queste vicende non chiamano in causa anche la situazione delle case di riposo, istituzioni "ibride" divise tra competenze regionali e locali?No, attenzione: le competenze sono chiare su chi gestisce le case di riposo. Non è la Regione. E fino al giorno prima del coronavirus era inviolabile la "sacralità" delle loro gestioni locali. Non per dire, ma sono convinto che se fino al giorno prima dell'epidemia era una battaglia per mettere nei consigli di amministrazione l'ex consigliere comunale o assessore, adesso magari sarà difficile trovare chi è disposto ad entrarci.Non si è arrivati a fare la riforma delle Ipab, ma viene da chiedersi: con l'emergenza virus sarebbe meglio o peggio averle più "autonome"?Quello che conta in questo momento è affiancare gli amministratori delle Rsa, e l'assessore Lanzarin sta lavorando molto a questo. Posso annunciare che in settimana spero si possano riaprire le visite dei congiunti ovunque e anche l'ingresso di nuovi ospiti, con le necessarie protezioni ed eventuali screening. Poi noi siamo in scadenza: la futura amministrazione farà i suoi passi.In Consiglio regionale si propone una commissione d'inchiesta: in effetti c'è da capire la diversità di casi nelle Rsa.Non sono certo contrario e l'ho già detto, ma attenzione: va gestita con oculatezza e soprattutto nel rispetto dell'azione della Procura.Ma l'Azienda Zero potrebbe essere utile nel fare bandi anche per cercare personale per le Rsa?Guardi che è nata proprio per questo, e non da ieri: è a disposizione per fare da stazione appaltante forniture di protezioni a prezzi meno alti, e può anche organizzare bandi dedicati per il personale. Ma torno a ricordarlo: questi discorsi ora sembrano normali, ma pochi mesi fa venivano presi con affermazioni come "giù le mani della case di riposo". © RIPRODUZIONE RISERVATA