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23/07/2020

CasaCorriere «Inutile urlare all’abusivismo, serve un’urbanistica flessibile»

Corriere del Mezzogiorno

Brancaccio, leader Acen: «Solo il 15% dei Comuni ha un Prg» Domani (ore 18) nuovo appuntamento con il web talk
di Emanuele Imperiali «Ap p e n a i l 15% dei Comuni campani ha un P i a n o r e golatore vigente. Per di più, il 60% del territorio dell'area metropolitana di Napoli è vincolato». Con queste premesse non certo confortanti, le aspettative per una intelligente e moderna rigenerazione urbana rischiano di naufragare su un muro di gomma. Federica Brancaccio, presidente dell'Acen, è abituata a parlar chiaro. Sarà una dei protagonisti dell'ultima edizione di CasaCorriere prima della pausa estiva che si tiene domani (ore 18). Si svolgerà on line su CorrieredelMezzogiorno.it facebook.com/corr i e r e d e l l a s e r a e f a c e book.com/corrieredelmezzogiorno . Il tema è «Cemento buono: infrastrutture, riqualificazione, idee, visioni», e, oltre alla Brancaccio, ci saranno Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture; Claudio De Vincenti, editorialista del Corriere del MezzogiornoCorriere della Sera; l'architetto Gennaro Matacena, presidente della società Caronte; Maurizio de Giovanni, scrittore, editorialista del Corriere del Mezzogiorno-Corriere della Sera , e il direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo d'Errico. Prima sarà proiettato un video-documentario sulla storia di Bagnoli con voce narrante di Rosanna Di Poce, poi d'Errico coordinerà il web talk, e chiusura in musica con Marco Zurzolo. Presidente Brancaccio, come si concilia il cemento buono con la rigenerazione urbana di Napoli? «Servono strumenti urbanistici flessibili per stare al passo coi tempi. Senza urlare alla cementificazione. Oggi nell'area metropolitana non serve edificare ancora, ma se quello che c'è non risponde più ai bisogni della città, occorre cambiare celermente mission, trasformando case in uffici, e via di questo passo. Chiedo da tempo un'Agenzia nazionale per la Rigenerazione urbana». Eppure la città e il suo hinterland sono visti come aree di forte abusivismo. «Prendiamo il caso di Pian u r a : 6 0 m i l a a b i t a n t i , u n quartiere quasi interamente abusivo; come fai la manutenzione ordinaria e straordinaria se non c'è regolarità edilizia? Come applichi l'ecobonus? Però, quando se ne parla, nessuno ha il coraggio di prendere di petto il problema e si attendono i soliti condoni». C o m e l a m e t te te vo i c o struttori con Bagnoli? «Ho scritto al commissario. Gli ho detto che è stata una follia indire l'ennesimo concorso di progettazione. A Bagnoli, se tutto va bene, cominceremo a fare le nuove opere tra dieci anni. Nessuno intanto si pone il tema della sostenibilità economico-finanziaria degli interventi. E' su questo che andrebbe fatto un serio studio, valutando le potenzialità future delle leve di sviluppo». Intanto è ripartita per l'ennesima volta la bonifica dei suoli... «Siamo il Paese con le leggi ambientali più stringenti al mondo. In altre nazioni sono state bonificate intere zone, da noi siamo all'anno zero. Mi chiedo se non si potrebbero fare, grazie alle moderne tecniche, bonifiche meno invasive». Il decreto Semplificazioni, per dare una scossa al settore edile, vi piace? «Lo abbiamo voluto. Sono anni che invochiamo lo snellimento, al di là del Covid-19. Non vorremmo che si confondesse l'emergenza con le riforme strutturali. Noi chiediamo di rimettere subito in moto l'edilizia, da sempre leva dell'economia campana e meridionale, dove per ogni euro investito si genera una spesa pari a circa 3,40, il 95% della quale ha una ricaduta diretta sul territorio. Con un contributo all'occupazione regionale elevato: il numero di lavoratori operanti nelle costruzioni rappres e n t a i l 6 , 8 % d i q u e l l i dell'intero sistema economico regionale». O r a i t e m p i m o r t i d i un'opera pubblica si ridurranno? «Andiamoci piano. Le cose più importanti sono ridurre e sfoltire le pratiche autorizzative, soprattutto delle Soprintendenze, e semplificare anche qualche passaggio nella realizzazione delle opere. Mi chiedo se in concreto si eviterà che delibere di impegno e di spesa viaggino per mesi tra uffici ministeriali. Un segnale interessante la Regione l'ha dato per l'ex Genio civile, varando una delibera che per alcuni interventi strutturali richiede solo il deposito del progetto». Che ne pensa delle modifiche decise dal Governo sulle modalità di gara d'appalto? «Le limitazioni alla concorrenza non ci trovano d'accordo. C'è una discrezionalità eccessiva nella scelta dell'azienda da parte delle stazioni appaltanti. Il rischio è tagliare fuori le piccole imprese, che sono la totalità dei costruttori meridionali». Il ministro De Micheli accusa gli appaltatori di forti carenze progettuali che allungano i tempi. «Va bene che col decreto Semplificazioni sia stato prorogato l'appalto integrato, negli altri casi le progettazioni non le fanno certo le imprese, ma i professionisti. Il problema sono le progettazioni al massimo ribasso. E a Napoli si aggiunge la mancanza di precise informazioni, su sottoservizi e altro, che rendono poi l'esecuzione di un'opera più complessa. La digitalizzazione degli archivi è al di là da venire».

Protagonisti

Gennaro Matacena Maurizio de Giovanni

●Sul web

4,8

milioni

Sono 4 milioni e 800mila le interazioni sul web con le dirette Facebook, pezzi e gallery sui nostri profili social

●La community

12.500

I partecipanti alla community di CasaCorriere tra i quali Marco Bellocchio, Kerry Kennedy, Raffaele Cantone

Protagonisti

Enzo d'Errico Paola De Micheli Claudio De Vincenti

Foto: Partecipa Per assistere all'incontro di giovedì alle ore 18, ci si può collegare ai siti web del Corriere del Mezzogiorno e del Corriere della Sera (Corriere.it)


Foto: ifficoltà da risolvere Prendiamo il caso di Pianura: 60 mila abitanti, un quartiere quasi totalmente abusivo; come fai la manutenzione ordinaria e straordinaria se non c'è regolarità edilizia? E l'ecobonus? Però, quando se ne parla, nessuno ha il coraggio di risolvere il problema e si attendono i soliti condoni