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15/06/2019

Casa di Giulietta, ricorso al Tar Contestati il bando e i tempi

Corriere di Verona

VERONA
Juliet's Farm chiede oltre un milione oppure l'annullamento di tutti gli atti I lavori Adesso i tempi per la rivoluzione in via Cappello rischiano di allungarsi
Giulietta finisce in tribunale. Come previsto, è stato presentato un ricorso al Tar del Veneto contro la procedura sin qui seguita dal Comune per la futura «rivoluzione» nella gestione del cortile di via Cappello, visitato ogni anno da circa due milioni di turisti. Il ricorso è stato presentato dalla società Juliet's Farm, ed è rivolto sia contro il Comune che contro la società Mox Corporation, che aveva presentato la prima proposta in campo. I ricorrenti (l'amministratore unico della Juliet's Farm è l'ingegner Gian Pietro Cigolini, già direttore generale di Agsm) partono dal bando emanato il 15 maggio scorso da Palazzo Barbieri, che rendeva pubblica la proposta della Mox (di cui si parla ormai da anni) e che chiedeva a chiunque avesse ipotesi diverse di farsi avanti. Il valore della proposta di Mox è di 1 milione e 200mila euro l'anno di canone da versare al Comune per un minimo di 123 anni, aumentabili fino a 18, per una cifra complessiva, quindi, di 21 milioni e 600mila euro. La Juliet's Farm, come è noto, ha presentato a sua volta una contro-proposta, e sostiene che i tempi troppo brevi (20 giorni) concessi per presentare le nuove proposte sarebbero tali da creare «una sostanziale disparità di trattamento tra Mox e il resto del mercato». Sempre secondo il ricorso, preparato dall'avvocato Anamaria De Michele e arrivato l'altra sera in Comune, il bando «è troppo generico» ed ha «tempi illegittimi» tali da non «consentire di presentare la migliore proposta nell'interesse pubblico». Detto questo, la Juliet Farm aggiunge di ritenere comunque che «la proposta di Mox sia talmente generica ed inidonea che si ritiene che la proposta del ricorrente (Juliet's Farm, appunto, ndr) sia comunque migliore». Il ricorso al Tar contiene una serie di citazioni giuridiche, ma la sostanza è legata soprattutto ai tempi concessi per presentare le proposte alternative: troppo pochi 20 giorni, si sostiene, mentre il termine minimo previsto dalla legge sarebbe di 30 giorni, anche per le semplici manifestazioni d'interesse che, secondo il codice degli appalti, potrebbe essere abbreviato «solo per documentate ragioni di interesse pubblico improcrastinabile». E secondo Juliet's Farm, esisterebbe anche uno «sviamento di potere» in quanto «il Comune da una parte sostiene che la proposta di Mox è l'unica possibile ma dall'altra parte svolge una procedura comparativa che, sulla base delle premesse, ha un esito scontato, che è l'approvazione della proposta Mox». Nel merito del duello in corso, Juliet's Farm ricorda come l'accesso alla casa e al cortile, secondo la proposta Mox, avvenga dall'adiacente palazzina ex Armani di via Cappello (che su questo punto ha l'esclusiva), ma aggiunge che a partire dal prossimo 30 giugno, l'accesso diverrà possibile anche attraverso il Teatro Nuovo. Traduzione: come ha spiegato ieri sul nostro giornale il presidente della società che gestisce il Nuovo, Zeno Poggi, fino al 30 giugno il teatro era disponibile ad accettare la proposta Mox, ma dopo quella data (fra 15 giorni) quella disponibilità sarà valida anche per altre proposte, a partire proprio da quella di Juliet's Farm. Sulla base di queste considerazioni, Juliet's Farm chiede un risarcimento danni di un milione e 80mila euro, oppure l'annullamento di tutti gli atti compiuti finora e l'accertamento del diritto della società a subentrare a Mox e di vedere accettata la propria proposta. Come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, il ricorso era ampiamente prevedibile, perché il tema della brevità dei termini concessi per presentare nuove proposte era stato sollevato più volte. L'assessore alla Cultura, Francesca Briani, ha ribattuto ( Corriere di Verona di giovedì scorso) che «la proceduta per la massima trasparenza è stata indicata dai legali in quel modo e con quei tempi, e noi - aveva sottolineato l'abbiamo rispettata per intero». Adesso se ne parlerà al tribunale amministrativo regionale. E i tempi, prevedibilmente, si allungheranno di parecchio. Lillo Aldegheri

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ilioni circa i turisti che visitano ogni anno il cortile della Casa di Giulietta

Foto: Battaglia legale Turisti nel cortile della Casa di Giulietta La rivoluzione per la gestione del cortile finisce davanti ai giudici del Tribunale amministrativo