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25/03/2021

«Casa del sorriso, una ricetta decotta»

QN - Il Resto del Carlino

BADIA Non si attenua la polemica che ha investito la casa di riposo dopo che è venuto alla luce il piano per esternalizzare alcuni settori. Ad intervenire in modo decisamente critico lo schieramento Veneto che Vogliamo, coordinamento Polesine. «Con il Sorriso di chi esternalizza, c'è poco da sorridere - attaccano i referenti -. Casa del Sorriso, il nome si presta al gioco di parole. Il tema però non fa per nulla sorridere, basta chiederlo alle maestranze e alle associazione dei familiari degli ospiti della casa di riposo di Badia. La direzione ha dato la sua risposta al problema di bilancio. La risposta consiste nella ricetta decotta di ridurre i costi del lavoro. Quindi hanno annunciato di voler appaltare tre nuclei della struttura ad una cooperativa. Lo faranno attraverso una gara d'appalto congiunta con la Casa di Riposo di Stienta. A Stienta peraltro l'esternalizzazione non è una novità e quasi tutti i servizi se non tutti sono oramai in appalto. Non si sostituisce il personale che va in pensione con nuove assunzioni, ma si ricorre all'appalto. Ora, se il lavoro esternalizzato costa meno, significa che chi lavora prende meno e ha meno tutele. Significa che non ha stabilità, gli appalti hanno infatti una durata. Significa che magari domani o dopodomani, per ridurre ulteriormente i costi, la ricetta sarà quella di un ulteriore ribasso dei costi del lavoro. Stiamo parlando di un servizio che determina la qualità della vita degli anziani. Chi lavora ha diritti e chi è anziano anche. Non è un caso se insieme si alzano le proteste di chi rappresenta il lavoro, i sindacati, e di chi rappresenta gli ospiti, le associazioni dei familiari. Chi amministra invece ha doveri. Come quello di spiegare quali sono le strategie per il futuro di una casa di riposo, ma, più in generale, di tutte le Rsa. Cosa pensa di fare, la Regione Veneto a guida leghista, dell'assistenza pubblica agli anziani? Vuole lasciarla esaurire lentamente, per dare spazio sempre più a quella privata? Vuole tenerla in vita con il gioco al ribasso sui servizi e sulla precarietà del lavoro? Fra Stienta e Badia - conclude il coordinamento del Polesine di Veneto che vogliamo - non mancano i rappresentanti politici della Lega, chi in parlamento, chi assessore in Regione. A furor di 'prima gli italiani' si è persa però la loro voce su queste importanti questioni. Forse eravamo distratti. Eppure è nei territori come i nostri che si misura la vicinanza ai problemi delle persone. La vicinanza agli anziani e alle maestranze, in questo caso, passa attraverso la richiesta alla Regione, leghista, di cambiare registro nella gestione socio-sanitaria». Giovanni Saretto © RIPRODUZIONE RISERVATA