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10/10/2020

Casa come missione: 100 anni di Ater

Il Gazzettino

IL PRESIDENTE ZARAMELLA: «NELLE CASE POPOLARI ABITANO 23.500 PERSONE ABBIAMO UN UFFICIO PER INDIVIDUARE I FURBETTI DEL CANONE»
LA STORIA
PADOVA Un secolo di vita. L'Ater festeggia cento anni con una tre giorni di eventi e un libro che raccoglie foto e storie delle famiglie che dal 1920 a oggi hanno vissuto negli alloggi popolari. Il 14, 15 e 16 ottobre al Giardino d'inverno del complesso residenziale tra via Marzolo e via Loredan si terranno degli incontri su temi come la legge sugli appalti e le politiche edilizie del futuro (si accede solo su invito). Nell'occasione sarà premiata una studentessa del Bo che ha scritto una tesi di laurea approfondendo aspetti tecnici dell'edilizia pubblica residenziale e al termine degli studi farà uno stage di sei mesi presso l'Ater.
GLI OBIETTIVI
«Molti obiettivi sono stati raggiunti e molti altri cercheremo di raggiungerli nel prossimo futuro dice il presidente Gianluca Zaramella Ad oggi si contano 7.500 alloggi, ai quali si aggiungono i 1.900 di proprietà dei Comuni della provincia, e ospitano 23.500 persone. La domanda è sempre molto alta, solo all'ultimo bando sono pervenute circa 1400 richieste e in graduatoria erano disponibili un centinaio di alloggi». Per questo sono stati intensificati i controlli, creando un ufficio ad hoc che negli ultimi sei mesi ha ricevuto 270 segnalazioni.
«Noi non abbiamo mai buttato fuori di casa nessuno precisa il direttore Marco Bellinello ma proprio per la vocazione che ha Ater, cioè di aiutare chi più ha bisogno, dobbiamo monitorare la situazione. Così abbiamo adibito un ufficio apposito per ricevere le segnalazioni degli inquilini sul cattivo utilizzo degli immobili piuttosto che su fatti di criminalità o ancora sui furbetti. Abbiamo così scoperto, per esempio, il caso di una persona che spacciava, perseguita poi dall'autorità giudiziaria». Mantenere in salute il sistema non è facile.
GLI INVESTIMENTI
L'Ater di Padova si mantiene con i canoni di affitto, con le (rare) vendite di edifici troppo vecchi e con i finanziamenti pubblici, sempre meno sostanziosi. Negli ultimi cinque anni sono stati spesi oltre 56 milioni di euro per la costruzione o riqualificazione degli alloggi e altri 17 milioni di euro sono andati in manutenzione ordinaria. «Le nuove costruzioni sono pochissime sottolinea Zaramella Preferiamo riqualificare o ristrutturare, in linea con le direttive regionali sulla riduzione del consumo di suolo. Tra il 2021 e il 2023 prevediamo di spendere 22 milioni di euro per interventi di nuova costruzione o riqualificazione mentre 9 milioni di euro saranno spesi per la manutenzione ordinaria. Sette milioni e mezzo di euro saranno investiti in nuovi alloggi mentre 14 milioni e mezzo di euro serviranno per ristrutturare l'esistente».
Attualmente delle 23.500 persone che abitano nelle case popolari il 42 per cento ha tra i 36 e i 64 anni e poco più della metà abita fuori dalla città. Per oltre il 76 per cento si tratta di nuclei familiari composti da più di due persone e la maggior parte degli inquilini sono italiani: il 16 per cento ha nazionalità straniera.
Silvia Moranduzzo
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