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11/01/2020

Casa Bossi ed ex macello “Ora stabiliamo il valore Poi il piano andrà avanti”

La Stampa - CLAUDIO BRESSANI

novara , in commissione si è parlato anche delle ex caserme
Il Pd attacca la giunta sul recupero delle aree dismesse La replica: "Chi ci ha preceduto non se ne è occupato"
NOVARA Per l'opposizione del Pd sul recupero delle ex caserme, di Casa Bossi e dell'ex macello il Comune fa solo «politica degli annunci», come su altre partite come l'ex centro sociale, la vendita delle campate del mercato coperto o lo svuotamento del campo Tav: in realtà «siamo ancora all'anno zero» (Sara Paladini). Per il sindaco Alessandro Canelli invece sono operazioni complesse, sulle quale si sono fatti importanti passi avanti, con atti concreti, «a differenza di chi ci ha preceduti, che non se n'è mai occupato». Si è discusso di alcuni grandi progetti destinati a cambiare il volto della città ieri in commissione consiliare. Sulle ex caserme l'assessore all'urbanistica Elisabetta Franzoni ha riferito che il bando di vendita del Demanio, scaduto il 15 novembre, è andato deserto, e che «sicuramente ci sarà una seconda asta ma al momento non è ancora fissata la data». Su Casa Bossi ed ex macello invece è stato da poco pubblicato un avviso per individuare un «financial advisor» incaricato di stabilire il valore dei due beni da conferire nel fondo immobiliare che sarà costituito da Ream Sgr, una società controllata da otto fondazioni bancarie piemontesi. «Quando avete portato in Consiglio comunale la delibera per restituire al Demanio le ex caserme, buttando via un lavoro di anni - ha incalzato il capogruppo Pd Rossano Pirovano - il sindaco ci era venuto a dire di aver ricevuto grosse rassicurazioni che c'era già un compratore. Noi eravamo molto scettici e forse avevamo ragione. Bisognava avere un po' di coraggio. Adesso non si parla di un nuovo bando e intanto lì restano due strutture in stato di abbandono». «L'accordo per valorizzare le caserme - ha replicato Franzoni - resta valido. Abbiamo rinunciato al federalismo culturale per dare una possibilità di recupero, perché i soldi che doveva mettere il Comune non c'erano». E sul bando deserto ha aggiunto: «Un investitore magari aspetta la seconda asta per cacciare qualcosa di meno». Canelli ha ricostruito l'iter dell'operazione: «Abbiamo firmato l'accordo di programma perché il Demanio ci metteva fretta, avendo le risorse per recuperare la sua parte, pur nella consapevolezza che per la nostra parte servivano 25-30 milioni che ancora non c'erano. Speravamo in finanziamenti straordinari statali che non sono arrivati e non c'era altra possibilità di reperire quelle risorse». Su Casa Bossi ed ex macello Sara Paladini ha osservato: «Oggi siamo nella stessa situazione di gennaio 2019, quando il sindaco venne a dirci che bisognava procedere alla valutazione dei beni». «No - ha replicato Canelli - oggi c'è un bando. Abbiamo un'idea, atti, un iter concreto avviato». -

Foto: Il cortile dell'edificio antonelliano aperto per un concerto