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02/07/2019

Cas, bandi scaduti La Prefettura media per evitare il caos Proroga per le coop

Corriere di Bologna

Primo piano Immigrazione
Accettata la controfferta. Centri salvi fino a ottobre
Per ora il peggio è scongiurato. Dopo che a maggio con i nuovi costi per l'accoglienza, la gara per la gestione dei Cas era andata quasi deserta (una sola offerta per 40 posti), la Prefettura, con la sua mediazione, questa volta ha trovato il modo di aggirare l'ostacolo. Domenica sono scaduti i bandi Cas aggiudicati circa un anno e mezzo fa. La settimana scorsa da palazzo Caprara era arrivata ai gestori, otto cooperative per 750 posti, l'offerta di proroga, con un ribasso però del 30% sui costi di aggiudicazione. Si parla di circa 26 euro al giorno per ogni migrante ospitato, contro i 35 euro precedenti, costo che il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha tagliato drasticamente, prevedendo che i nuovi bandi siano aggiudicati con una forbice che va dai 19 ai 26 euro pro capite, ma non di più. Cifra che la maggior parte delle cooperative ritiene inaccettabile, tanto che nessuna delle bolognesi si è presentata al nuovo bando, costringendo palazzo Caprara a ripensare i criteri. Ma in attesa della nuova aggiudicazione, restava la patata bollente dei bandi in scadenza il 30 giugno. Nessuno dei gestori ha accettato la proroga proposta dalla Prefettura, ma anche su indicazione del Viminale che aveva lasciato liberi i Prefetti di tentare una rinegoziazione, ogni cooperativa ha fatto pervenire agli uffici di palazzo Caprara delle controproposte motivate da riflessioni ed esigenze in base al servizio offerto. Tra la Prefettura e i gestori ha vinto dunque la mediazione: le controproposte, variabili a seconda dei tipi di struttura ma comunque tutte intorno ai 30 euro procapite al giorno, sono tutte state accettate e i bandi prorogati fino al 31 ottobre. Una negoziazione in extremis che ha salvato sia i posti per i 750 migranti alloggiati nei Cas, che rischiavano di ritrovarsi in strada dalla sera alla mattina diventando un problema sociale non da poco, sia i posti di lavoro dei dipendenti delle coop. Le cifre proposte dai gestori per continuare a garantire il servizio sono state comunque giudicate coerenti con gli indirizzi di risparmio delle spesa pubblica impartiti dal Viminale. Le proroghe sono valide fino al 31 ottobre, ma la Prefettura si riserva di estendere ancora i contratti fino all'aggiudicazione dei nuovi bandi. Nei quali, pubblicati qualche giorno fa, rispetto ai capitolati della gara andata deserta a maggio, i criteri sono stati ripensati prevedendo poche strutture più piccole fino a 50 posti, e altri grossi centri da 51 a un massimo di 300 posti con costi medi giornalieri che oscillano tra i 21 e i 26 euro. Gli uffici hanno dovuto trovare il modo di rendere più appetibili le offerte, puntando su grossi centri ed economie di scala, per evitare il fuggi fuggi come già successo. Adesso bisognerà aspettare cosa succederà all'apertura delle buste, se e quante cooperative avranno trovato il modo di far quadrare i conti e si presenteranno alla gara, pur con una drastica riduzione della basa d'asta, voluta dal ministro Salvini. Di certo i nuovi appalti, dai quali spariscono molti servizi alla persona, come l'insegnamento della lingua italiana, disegnano un nuovo modello di gestione dell'accoglienza, lontano da quello emiliano. Andreina Baccaro

La vicenda

● Il bando per la gestione dei Cas della Metropoli è scaduto, la Prefettura aveva proposto alle coop che li gestiscono un contributo di 26 euro a migrante ● Le coop hanno rifiutato, rilanciando con proposte attorno ai 30 euro pro capite ● La Prefettura ha accettato prorogando la gestione al 31 ottobre e soprattutto evitando la bomba socialeLe cifre 66 I Cas Il dato dell'intera Città metropolitana: tanti sono i centri di accoglienza straordinaria di Bologna e provincia
750 Gli ospiti I 66 Centri di accoglienza straordinaria della Metropoli possono ospitare fino a quasi 1.200 migranti, ma l'attuale proroga riguarda 750 90 Gli Sprar Sono più numerosi, invece, gli Sprar della Metropoli: i centri più piccoli in cui si fanno anche corsi e formazione, che il decreto Salvini di fatto abolisce 35 Euro Era la quota pro capite per l'assistenza dei migranti che il Viminale dava alle coop, quota che per gli Sprar consentiva anche corsi e formazione 19-26 Euro È la forbice prevista invece dal decreto Sicurezza di Salvini, che ha dunque quasi dimezzato il contributo statale alle coop dell'accoglienza ❞
l penalista Rackete non poteva che forzare la situazione per le condizioni di salute dei migranti e per il rischio che si facessero del male La messa all'indice delle ong, tacciate come taxi del mare, ci imponeva di darci da fare per evitare che su questo passassero teorie fuori dal diritto

Foto: Ex hub Due donne di colore ospiti del centro di via Mattei prima che venisse svuotato per essere ristrutturato L'hub è stato a lungo il centro di prima accoglienza e di smistamento regionale dei migranti arrivati in Italia dagli sbarchi. Dopo il passaggio da via Mattei, gli immigrati, molti dei quali richiedenti asilo, venivano distribuiti fra i Cas e gli Sprar della regione