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15/12/2018

Cartario e meccanica stanno bene Ma è allarme per le infrastrutture

Il Tirreno - Barbara Antoni

Impasse sugli assi viari, tagli ai fondi per il raddoppio ferroviario; lo smaltimento rifiuti: i nodi da sciogliere per il futuro il report di confindustria toscana nord
Barbara AntoniLUCCA. Un andamento a due velocità per il distretto distretto industriale lucchese nei primi nove mesi del 2018. Da una parte ci sono i numeri positivi di produzione ed export, dall'altra le preoccupazioni per il futuro, legate alla carenza o addirittura assenza di infrastrutture, ma anche ai segnali che provengono dal governo, esplicitate nella manovra che si appresta a varare. In sintesi, è quanto emerge dall'illustrazione del report sullo stato di salute del distretto nei primi nove mesi del 2018, con gli interventi, spesso vibranti, dei vertici di Confindustria Toscana Nordi: il presidente Giulio Grossi, il vice direttore Claudio Romiti, Mauro Celli della sezione Metalmeccanica e del gruppo meccanica per la carta, il consigliere Stefano Varia (anche presidente di Ance Toscana Nord), e il contributo dei funzionari Daniele Chersi e Fausto Sturlini.I numeriChiude a +0,4% il settore della carta, con un'impennata nel terzo trimestre (+4% per gli ordini interni e +1,8% per le commesse dall'estero) mentre la produzione di macchine per la lavorazione della carta, con un incremento del 3,9% mostra un rallentamento rispetto al trimestre precedente (+10,6% rispetto al periodo corrispondente del 2017). L'export mostra un +7,6% per i primi nove mesi del 2018 rispetto al 2017, con punte per le macchine (+28%) e la carta- cartotecnica (+13,4%). il grido di grossi«Nel cartario, preoccupa l'aumento del prezzo della cellulosa, che erode i margini delle imprese. Il futuro ci preoccupa: siamo di fronte a negoziazioni continue del governo sulla manovra. Ora sembra che vengano tagliati milioni per il raddoppio della ferrovia Pistoia Lucca, altre infrastrutture non si stanno facendo. Il governo intanto mantiene altre misure che non portano benefici per le imprese, come il reddito di cittadinanza. Lo sviluppo del cartario mostra problemi infiniti, ma ora siamo all'emergenza», afferma Grossi. La preoccupazione emerge anche dai sondaggi condotti dal centro studi di Confindustria Toscana Nord. «In provincia di Lucca la produzione è ancora positiva - spiegano i funzionari -, l'industria qui cresce di più che in Italia, anche grazie all'eterogeneità di settori». Dal punto di vista fiscale, viene giudicata negativamente la manovra del governo «che mette fine ai super ammortamenti».sos infrastruttureNon lesina critiche Celli: «L'aeroporto di Pisa fa schifo, dire da terzo mondo è poco. Mancano sedie, tavoli, la gente si ammassa dove capita. E quello di Firenze non funziona: basta un po' di vento e i voli in partenza non partono mentre quelli in arrivo vengono dirottati a Bologna. Per noi industriali, che viaggiamo e riceviamo rappresentanti di aziende da tutto il mondo, questo sistema aeroportuale è assai penalizzante. Ed è una vergogna». Celli porta ad esempio le difficoltà per It's Tissue, la fiera lucchese che ha assunto caratura internazionale. «Lavoriamo già alla prossima edizione, che si svolgerà fra tre anni», aggiunge. Edilizia in ginocchioL'allarme arriva da Varia: «Dieci anni fa in provincia di Lucca le imprese edili erano 1.138, oggi sono 726: il 42,9% in meno. E come recuperare se nella manovra del governo non ci sono margini per investire nelle infrastrutture? Eppure dal 60 al 70% delle scuole sono fuori norma, le carceri sovraffollate, strade ponti e gallerie sono da ristrutturare». Varia mette sul piatto le difficoltà per le aziende introdotte dal codice degli appalti vigente. E il taglio ai fondi per il raddoppio ferroviario lo considera «una follia. Aleggia anche il timore che il Cipe tagli i fondi per l'asse nord sud di Lucca. Anas ionferma che sta procedendo col progetto esecutivo». --

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