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15/06/2019

Carraro davanti al gup: «Tutto secondo le regole»

La Nuova Sardegna - di Tiziana Simula

In tribunale a Tempio l'inchiesta sui grandi alberghi della Costa Smeralda Il progettista Tonino Fadda: «Non sono state realizzate volumetrie aggiuntive»
di Tiziana SimulawARZACHENA«Non c'è stata alcuna violazione, tutte le questioni sono state seguite col massimo scrupolo e secondo le regole, né tanto meno ci sono stati episodi di corruzione. E la Smeralda holding non ha avuto nessun trattamento di favore da parte del comune di Arzachena e della Regione, anzi, rispetto a quanto il gruppo avrebbe potuto ottenere in termini di concessione in base alla legge vigente, ha ottenuto meno di altri». Nella sua lunga difesa davanti al gup del tribunale di Tempio, l'ex senatore Franco Carraro, presidente della Smeralda holding, ha ribadito la sua estraneità alle pesanti accuse di corruzione e associazione a delinquere che gli vengono mosse dalla procura di Tempio. Al centro dell'inchiesta condotta dall'allora procuratore Domenico Fiordalisi, l'ampliamento dei tre grandi alberghi della Sardegna Resort: Romazzino, Pitrizza e Cervo. Carraro ma anche l' ex manager della Sardegna Resort Mariano Pasqualone, il tributarista Stefano Morri, l'ingegnere Tonino Fadda e Antonio Tramontin della commissione paesaggio della Regione, hanno chiesto e ottenuto dal gup di essere sentiti nell'udienza preliminare in corso. Udienza che si è protratta fino al tardo pomeriggio e che proseguirà oggi con l'esame di Pasqualone. In aula, ieri, è stato ancora scontro sulle intercettazioni ritenute fondamentali per la difesa. Allo stato attuale quelle relative all'ex senatore Franco Carraro non possono essere utilizzate in quanto manca l'autorizzazione del Senato (all'epoca dei fatti era parlamentare di Forza Italia): con un'ordinanza il gup ha stabilito che spettava al gip e non a lei inviare gli atti in Senato per l'autorizzazione a procedere. Ieri, i difensori dell'ex senatore, gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, sono ritornati all'attacco riproponendo l'eccezione già fatta e sollecitando il gup a inviare le intercettazioni al Senato affinché possa autorizzarne l'utilizzo. «Per noi sono prove fondamentali per dimostrare l'innocenza del dottor Carraro che, peraltro, già emerge dagli atti», spiega l'avvocato Borgogno. Hanno quindi sollevato una questione di illegittimità costituzionale in merito all'interpretazione della norma data dal gup perché in contrasto col principio del diritto di difesa e del diritto alla prova che i difensori vogliono esercitare per essere prosciolti davanti al gup. Sulla questione di illegittimità costituzionale, il gup risponderà oggi. L'udienza si è aperta col lungo esame dell'ingegner Tonino Fadda, responsabile del progetto di riqualificazione dei tre hotel. Fadda, difeso dall'avvocato Rita Dedola, ha ripercorso nel dettaglio la storia delle concessioni, ribadendo la loro assoluta legittimità e dimostrando, con numeri alla mano, che non sono state realizzate volumetrie aggiuntive. «Non è stata infranta nessuna legge, anche gli appalti sono stati affidati con procedure trasparenti», ha detto. Stefano Morri, difeso dall'avvocato Agostinangelo Marras, ha spiegato che ricopriva il ruolo di segretario del consiglio di amministrazione. E di aver, pertanto, sempre e soltanto redatto verbali, di non essersi mai occupato di urbanistica, di non aver mai avuto rapporti con Comune, Regione e uffici tecnici, e di non aver mai conosciuto Tramontin. E di cadere quindi dalle nuvole all'accusa di corruzione riferita a Tramontin (secondo l'accusa, il corrotto). L'esponente della commissione paesaggio della Regione, Tramontin, difeso dall'avvocato Maurizio Scarparo, dal canto suo, ha spiegato di avere tutti i titoli per poter dare consulenza urbanistica e che nessuno lo ha mai corrotto.