scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
25/09/2021

CAROPREZZI in EDILIZIA , il Governo interviene con un fondo di compensazione

Pambianco Design - Maria Elena Molteni

dossier
Per dare respiro al settore un emendamento al dl Sostegni Bis introduce un meccanismo che, in deroga alla normativa vigente, ristabilisce gli equilibri sul fronte dei prezzi delle materie prime. Ma riguarda i soli appalti pubblici. Il prossimo obiettivo estenderlo anche ai privati.
Anche l'edilizia si trova a dovere fare i conti con il rincaro dei prezzi di acquisto di alcuni materiali da costruzione. Che in un momento storico in cui la domanda è altissima, determina non poche difficoltà alle imprese. Soprattutto in considerazione del fatto che il Codice degli appalti non prevede adeguati meccanismi di revisione prezzi. Con la conseguenza che i contratti non risultano in alcuni casi più economicamente sostenibili" e che il rischio di un blocco generalizzato degli appalti è dietro l'angolo. La Camera ha dunque introdotto nel decreto Sostegni Bis un meccanismo di compensazione a favore delle aziende appaltatrici di opere pubbliche, "al fine di assicurare il giusto equilibrio contrattuale ed evitare ritardi di consegna dovuti e ai rincari eccezionali dei prezzi di acquisto verificatisi nel primo semestre del 2021". INTERESSATI I LAVORI ESEGUITI E CONTABILIZZATI NEL PRIMO SEMESTRE 2021 Si tratta di una disciplina dal carattere eccezionale, in quanto - in analogia a quanto già avvenuto nel 2008 - è destinata ad introdurre un regime di compensazione straordinario, che si può applicare solamente ai lavori eseguiti e contabilizzati in un arco temporale circoscritto, relativo al primo semestre 2021. Per quanto riguarda i lavori eseguiti e contabilizzati negli anni precedenti, invece, rimarrà invariata la disciplina precedente. La disposizione segue ad una intensa azione dell' Ance , l'Associazione nazionale costruttori edili che, fin dalla fine dell'anno scorso, ha lanciato l'allarme "sulla drammatica situazione in atto, invocando un intervento straordinario ed urgente da parte del Governo al fine di ricondurre ad equità i contratti in corso e scongiurare il rischio di un blocco generalizzato degli appalti". ANCE, ESTENDERE ANCHE AI CONTRATTI PRIVATI Un passo avanti, dunque, pur con qualche criticità ancora sul tavolo. In particolare, come chiede Ance, "l'estensione anche ai contratti privati ed ai contratti per la ricostruzione post-sisma che beneficiano di contributo pubblico". E il Governo, ricorda l'Associazione, "si è impegnato a valutare l'opportunità di prevedere, quanto prima, idonee misure compensative anche per tali lavori, al pari di quanto previsto per il settore dei lavori pubblici". Ma cosa prevede esattamente l'articolo 1-septies del decreto? Innanzitutto va detto che si riferisce esclusivamente ai lavori eseguiti e contabilizzati nel periodo 1 gennaio-30 giugno 2021. Entro il prossimo 31 ottobre il ministero delle Infrastrutture dovrà rilevare, le variazioni percentuali, in aumento e in diminuzione, dei prezzi dei principali materiali da costruzione verificatesi, appunto, nel primo semestre 2021. Le compensazioni, in entrambi i casi, verranno applicate in deroga a quanto attualmente previsto (dal Codice De Lise e dal Codice 50/2016) e al netto di eventuali riconoscimenti revisionali già riconosciuti e liquidati all'impresa per il medesimo e liquidati. Verranno valutate le variazioni eccedenti l'8%. Per le variazioni in aumento l'appaltatore dovrà presentare un'istanza di compensazione alla stazione appaltante entro 15 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale. Le stazioni appaltanti avranno a disposizione il 50% delle somme accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni progetto. In caso di risorse insufficienti il ministero delle Infrastrutture ha istituito un fondo da 100 milioni per l'adeguamento dei prezzi. ASSOLEGNO, GOVERNO HA ASCOLTATO GRIDO D'ALLARME "Riconosciamo al Governo il merito di aver ascoltato il grido d'allarme del comparto industriale delle costruzioni, di fronte a una situazione davvero insostenibile che ha visto il legno da costruzione subire aumenti anche oltre il 200% rispetto a settembre 2020", ha dichiarato il presidente di Assolegno di FederlegnoArredo, Angelo Luigi Marchetti . "La nostra associazione, insieme ad altre del comparto edile, ha apprezzato il dialogo costruttivo avviato con le istituzioni per individuare una soluzione che eviti un duro contraccolpo non solo al nostro settore, ma ancor di più alla ripresa economica dell'intero Paese. Sino ad oggi le soluzioni disponibili per le imprese erano due: l'assunzione di idonee iniziative tese al riequilibrio dell'appalto o richiedere la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta. Finalmente si intravede una possibile soluzione attraverso il decreto ministeriale che rileverà le variazioni percentuali. Fatta questa premessa, però, non possiamo esimerci dal far presente al Governo che il lavoro non è finito". BLOCCO ACCIAIO, NUOVA TEGOLA SUL COMPARTO Ma un'altra tegola è caduta sul comparto edile sempre in relazione ai materiali da costruzione: il blocco di mezzo milione di tonnellate di acciaio ai porti di Marghera e Ravenna. "Mentre il Paese ha fame di materie prime, con lunghe attese per la fornitura di materiali, oltre mezzo milione di tonnellate di acciaio è bloccato nei porti di Marghera e Ravenna a causa delle quote all'import stabilite dalla Commissione europea. Un paradosso inaccettabile" secondo il Presidente dell'Ance, Gabriele Buia , che mette in guardia dal "rischio concreto che le opere del Pnrr e gli interventi privati relativi al Superbonus non arriveranno nei tempi stabiliti, trasformando in un fuoco di paglia la ripresa economica in atto". "E' necessario che il Governo italiano si attivi immediatamente in Ue - ha fatto appello Buia - per chiedere una sospensione dei vincoli all'importazione dell'acciaio. In questo modo non daremo ulteriore spazio a speculazioni sui prezzi, che già stanno mettendo in ginocchio le imprese, e garantiremo il proseguimento della ripresa delle attività economiche".