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01/10/2020

Carne avariata per la caserma Nei guai anche due militari

QN - La Nazione

Tribunale
E' cominciata ieri mattina, in tribunale, a Pistoia, davanti al giudice Luca Gaspari, l'udienza preliminare dove, a fine novembre, si discuteranno 24 richieste di rinvio a giudizio da parte della Procura per lo scandalo della carne avariata destinata a scuole e ospedali, con forniture in numerose città italiane. Tra queste richieste anche quelle per Nicola Zitelli 54 anni di Caserta, all'epoca dei fatti maresciallo dell'Aeronautica a Grosseto e Luca Mignone 32 anni di Benevento, militare a Pistoia e residente a Livorno. Una vicenda emersa l'8 novembre del 2017 dopo un'indagine di due anni condotta dai carabinieri del Nas di Firenze diretti dal capitano Pasqualino Frisio. Tra le discutibili modalità emerse: carni scongelate perché rimandate indietro da qualche cliente, ricongelate e riconfezionate con un marchio diverso pur di essere vendute nel circuito degli appalti pubblici, ovvero mense ospedaliere, scolastiche, militari. Questi alcuni degli aspetti emersi dagli accertamenti del Nas e dalle corpose intercettazioni. Al centro dell'attività investigativa la 'Alessio Carni' di Monsummano Terme (6 milioni di fatturato nel 2016) che per anni ha fornito Toscana, Emilia, Lombardia, Piemonte e Veneto una trentina di 'stazione appaltanti': nella lista il San Carlo Borromeo di Milano e il San Matteo di Pavia, l' Asst e l'Asp di Pavia, Asl 4 di Torino, l'Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate (Bergamo), il centro di ricerca Ispra (Varese), l'Asp di Siena. I Comuni: Chianni e Santa Croce sull'Arno (Pisa), Calenzano, Montelupo, Dicomano, Borgo San Lorenzo (Firenze), Quarrata e Agliana (Pistoia), Crespina Lorenzana (Livorno). Un paio di strutture sociosanitarie tra Treviso e Vicenza; infine una dozzina di caserme di Aeronautica ed Esercito, a Viterbo, Frosinone, Ciampino, Latina, Pratica di Mare, Grosseto, Torino, più due all'estero: missione Joint task force in Libano e la base italiana di supporto, a Gibuti. Lo scandalo, come fu scritto all'epoca, esplose dopo l'ultimo controllo all'azienda, anche se le prime irregolarità erano state accertate nel 1988. L'indagine fu ribattezzata «Malacarne». Ai domiciliari finirono i soci della 'Alessio Carni' Valdinievole: Bonello Parlanti, 76 anni, i figli Francesco, 38, e Enrico, 35, il nipote Alessio, 49, e il commercialista Spartaco Capaccioli, 51, incaricato di tenere contatti con le stazioni appaltanti, per appalti ottenuti «col criterio dell'offerta più vantaggiosa, salvo non rispettare il capitolato: tagli di qualità inferiori a quelli ordinati, di pollo, anziché tacchino». Pesanti le accuse: associazione a delinquere per truffare gli enti pubblici, frode nelle forniture, commercio d'alimenti nociv e falso documentale. Gli altri indagati: 6 commercianti di carni (4 a Empoli, 2 a Borgo S.Lorenzo), tre veterinari Asl della Valdinievole (Paolo Viola, Stefano Pardini e Yajaira Jimenez) che attestavano la regolarità delle merci, un dipendente a Pavia, 9 militari: avrebbero commesso violazioni amministrative e sanitarie, chiudendo gli occhi sulle irregolarità. l.a. Cambio al vertice del comando del Nucleo polizia finanziaria
Guardia di finanza

Cambio al vertice del Nucleo di polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Grosseto. Il tenente colonnello Alessio Sgamma, trasferito a Roma, ha lasciato il posto al tenente colonnello Vincenzo Conetta (nella foto), proveniente dal Nucleo speciale spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma. Al nuovo comandante gli auguri di buon lavoro.