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30/06/2019

Carletti resta sindaco «Si fidava di professionisti che riteneva eccellenti»

QN - Il Resto del Carlino

di FRANCESCA CHILLONI RESTA sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti: pur essendo agli arresti domiciliari, non è interdetto dai pubblici uffici. Inoltre vicesindaco, giunta e consiglio - eletti da circa un mese - possono governare in sua assenza; non è all'orizzonte, per ora, il ricorso ad elezioni anticipate o al commissariamento prefettizio. Dopo che il segretario provinciale dem Andrea Costa ha parlato con l'avvocato Giovanni Tarquini, difensore del sindaco, la segreteria Pd ha diramato una nota in cui chiede tempi rapidi per l'inchiesta («nell'interesse assoluto dei minori»), ribadisce la fiducia agli operatori sociali («ma se c'è qualcuno che ha effettuato manomissioni o irregolarità, deve essere perseguito con la massima determinazione»), e afferma che Carletti è «un amministratore capace, che si è speso per la propria comunità, apprezzato dai suoi cittadini». PAROLE che fanno eco nelle dichiarazioni dell'avvocato Tarquini: «Carletti è in una condizione di grande fragilità personale; lui, che in tutta la sua carriera professionale e politica si è occupato di disabili, famiglie svantaggiate e bambini. Adesso va un po' meglio, dopo il chiarimento necessario fornito dal procuratore Mescolini che ha precisato che lui non è indagato per abusi sui minori o a capo di una organizzazione criminale. Il primo impatto mediatico è stato pesante... Il sindaco nemmeno riusciva bene a capire cosa gli si contestasse e il senso dell'ordinanza di custodia cautelare». SUI SOCIAL Carletti continua però a venir insultato, mentre ieri mattina davanti alla sede dei Servizi sociali a Barco è comparso un pesante striscione rapidamente rimosso dai carabinieri. Tarquini sta preparandosi all'udienza di convalida degli arresti, che si terrà mercoledì in Tribunale: il sindaco deve rispondere di concorso in abuso d'ufficio per presunte violazioni delle normative sugli appalti, incarichi che sarebbero stati conferiti aggirando le regole ad esempio «spacchettando» rilevanti consulenze in tante piccole somme. «IL 'non poteva non sapere' è una bestialità giudica e ci sono episodi tutti da verificare - commenta Tarquini -. E poi lui si è fidato di professionisti e di un servizio che riteneva eccellente: nessuno gli segnalava irregolarità. In tutte le sedi portava con orgoglio quel servizio come modello: ne aveva caldeggiato la creazione perché vedeva che all'Ausl c'era lentezza nel farsi carico dei casi difficili». Ma chi decideva come spendere il denaro e a chi dare gli incarichi? «Dovrebbe trattarsi di determine della dirigente Anghinolfi. Altre decisioni sono state prese collegialmente, ad esempio dalla giunta dell'Unione - prosegue il difensore -. Devo leggere bene i documenti anche se si fa molta fatica: non sono digitalizzati, ci sono quattro disordinati faldoni cartacei, con una trentina di avvocati che deve leggerseli per trovare ciò che interessa... Un gran caos: nelle altre Procure italiane, consegnano ai legali un cd con tutto il materiale». Il legale aggiunge: «Prima di questa vicenda non conoscevo Carletti, ma mi pare un bravo amministratore. Tra le sue maggiori preoccupazioni c'è il fatto che in questo periodo aveva molti impegni istituzionali programmati e che, nonostante la sua fiducia nella vice, non potrà portarli avanti. Ho visto in lui vera passione per il suo incarico e vera sofferenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA