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21/05/2021

“Cari sindaci vi aiuteremo a finanziarvi con fondi Ue”

La Repubblica - Francesco Antonioli

Svolta in Compagnia
Alberto Anfossi, 43 anni, segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo dall'agosto 2018, tiene particolarmente alla "cassetta degli attrezzi". Ovvero a quegli strumenti che nel Piano strategico 2021-2024 appena avviato cambieranno la filosofia delle erogazioni. E cioè: sostegni per rendere più capaci gli interlocutori del territorio, Pubblica amministrazione e terzo settore, a guardare lontano, a progettare. Meno assistenzialismo, più corresponsabilità.
Specie adesso che si debbono intercettare con intelligenza i fondi europei di Next Generation Eu. Il bando che servirà da test si chiama "Prospettive urbane". «Un test significativo per stare al passo coi tempi.
Aiuterà a creare un effetto leva. Anziché un'opera sosteniamo studi di fattibilità per avere i finanziamenti da Bruxelles». ● a pagina 5 Alberto Anfossi, 43 anni, segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo dall'agosto 2018, tiene particolarmente alla "cassetta degli attrezzi". Ovvero a quegli strumenti che nel Piano strategico 2021-2024 appena avviato cambieranno la filosofia delle erogazioni. E cioè: sostegni per rendere più capaci gli interlocutori del territorio, Pubblica amministrazione e terzo settore, a guardare lontano, a progettare.
Meno assistenzialismo, più corresponsabilità. Specie adesso che si debbono intercettare con intelligenza i fondi europei di Next Generation Eu. Il bando che servirà da test si chiama "Prospettive urbane". Dottor Anfossi, in che senso questa iniziativa sarà per voi un laboratorio? «Aiuterà a creare un effetto leva.
Invece che finanziare un'opera, diamo il nostro contributo perché gli enti locali preparino adeguati studi di fattibilità con cui concorrere alle risorse europee. Un modo, come si dice, per "abilitare" gli enti».
Che cosa intendete per "Prospettive urbane"? «Rigenerazione urbana: progetti con al centro i cittadini e le esigenze abitative, lavorative, culturali, relazionali. Ci sono luoghi dismessi da rimettere a punto in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu. Recuperare luoghi, ma anche spazi: welfare di comunità, partecipazione civica.
Città più inclusive, sicure, resilienti, sostenibili».
Pensate che gli enti locali non siano capaci a farlo? «Spesso non hanno il tempo e le forze per la fase di progettazione.
Per questo il bando è rivolto a Comuni, o a unioni di Comuni che raggiungano almeno 20mila abitanti. Diciamo loro: parlateci dell'idea, affidatela a un ente terzo che la pensi. E noi, fino a un massimo di 50mila euro la finanziamo. Così sarete pronti per il 2022. È un modo per rendere più competitivo il Piemonte e il NordOvest». Non c'è il rischio che vengano messi in piedi progetti che poi diventano un costo per i Comuni? «È proprio ciò che intendiamo evitare. Un progetto sostenibile pensa fin dall'inizio come autofinanziarsi. Perciò va impostato bene. Deve essere di lunga durata, coinvolgere il patrimonio immobiliare, infrastrutture, servizi, viabilità».
Quanto avete destinato al bando? «Sono a disposizione 1,18 milioni: circa la metà per il sostegno agli studi di fattibilità, l'altra per contribuire alle spese di avviamento di uno o due progetti ritenuti particolarmente meritevoli. C'è tempo fino al 15 luglio; le graduatorie in autunno.
Se avessimo stanziato per finanziare direttamente i progetti, la cifra non basterebbe forse neppure per uno solo. Così, invece, moltiplichiamo le opportunità».
Serve più creatività o più corresponsabilità civica? «Direi entrambe. Specie adesso.
Sono ingredienti fondamentali per la ripresa. E per imboccare la via indicata dall'Europa: transizione verde e digitale, il ripensamento degli spazi e dell'housing sociale, avendo bene in mente i giovani senza tralasciare gli anziani».
Che cosa vi proponete con questo nuovo approccio? «Comprare tempo. Vorremmo cioè contribuire a evitare che si progetti di corsa. C'è in gioco il futuro e non è uno scherzo. Per questo abbiamo trasformato, per esempio, il nostro "Programma Housing" in "Missione abitare tra casa e territorio". Vanno create connessioni, prospettive.
Facendo crescere il sistema. Se non ora, quando?».
Non è semplice, però. Avete in previsione momenti formativi? «Certo, sia in presenza sia online, ma non solo. Con lo stesso spirito di "Prospettive urbane" è pensato "Next Generation You", destinato agli enti del terzo settore affinché migliorino organizzazione e management». I vostri interlocutori lo stanno comprendendo? «Mi pare di sì. È anche un modo più proficuo per gestire il budget della Fondazione. Saturandolo in interventi diretti, lo ripeto, si limiterebbe la crescita del nostro territorio». Si tratta comunque di una discreta rivoluzione...
«È un cambiamento per stare al passo con i tempi. "Prospettive urbane", in particolare, diventerà un test significativo. Desideriamo attivarne uno specifico per la Pubblica amministrazione. In questi anni ha perso dipendenti e ha bisogno di poter progettare».
Vedete un ruolo diverso per la Compagnia? «Il ruolo è sempre lo stesso, non cambiano certo le finalità. Ma per essere motore di sviluppo e uscire dalla pandemia bisogna aprirsi a questo nuovo sguardo».

Foto: kTandem Profumo e Anfossi


Foto: kAl timone Alberto Anfossi