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25/05/2021

Carfagna: Meloni brava ma premier ancora no

La Stampa - ANDREA MALAGUTI

L'INTERVISTA
«Non la freghi mai». Chi? «Mara». Nessuno la vuole fregare, ma parlare con i suoi collaboratori per l'intervista con lei è istruttivo. Dicono che Mara Carfagna, «Ministro per il Sud e la Coesione», sia una secchiona ossessionata dai documenti. «Studia. E ha un istinto tutto salernitano che le fa trovare i trabocchetti seminati nei testi». - PP. 10 E 11 «Non la freghi mai». Chi? «Mara». Nessuno la vuole fregare, ma parlare con i suoi collaboratori per organizzare l'intervista con lei è istruttivo. Dicono che Mara Carfagna, «Ministro per il Sud e la Coesione», sia una secchiona ossessionata dai documenti. «Studia. E ha un istinto tutto salernitano che le fa trovare i trabocchetti seminati nei testi». Se è vero, beata lei. Perché tra le grane del centrodestra che oggi si ritrova per definire il proprio futuro e quelle del governo dei migliori - andato a sbattere con le complicazioni giuste e inevitabili delle relazioni con sindacati, corpi intermedi e di fatto con la vita complessa di un Paese spaventato - l'istinto salernitano le servirà moltissimo. Mara Carfagna, preliminarmente, come devo chiamarla, ministro o ministra? «Massima libertà, faccia lei. Tecnicamente il ruolo che ricopro si chiama Ministro per il Sud e la Coesione, ma è innegabile che io sia una ministra». Che effetto le fa questa battaglia estenuante per il politicamente corretto? «Bisogna distinguere. Una cosa è la battaglia per le desinenze, che è opinabile. Altra cosa è il biasimo sociale per l'uso di termini connessi al razzismo. Qualche giorno fa ho rivisto in tv 12 anni schiavo, e la scena della canzone Run, nigger, run mi ha fatto rabbrividire: è giusto che le parole legate al lessico della persecuzione non abbiano cittadinanza in democrazia». A proposito di brividi, che cos'ha di sbagliato l'idea di Enrico Letta di creare un fondo per i giovani con una tassa di successione sui grandi patrimoni? «Letta ha il diritto di costruire la piattaforma politica del Pd come crede. Nel merito, la penso come Mario Draghi: è il momento di dare, non di prendere». È una tassa per ultraricchi. A sinistra sostengono che la vostra è la tipica reazione delle élite. «Direi piuttosto una reazione pratica. Qualcuno ha fatto i conti: per sostenere quella proposta dovrebbero morire ogni anno 120mila super-ricchi lasciando eredità sopra i 5 milioni di euro. Vi sembra possibile? ». Dunque come si tutelano i giovani, soprattutto al Sud? «Col lavoro, il riconoscimento del merito e degli stessi diritti di cittadinanza. Istruzione e formazione di qualità, servizi, accesso alla casa. La diseguaglianza tra Nord e Sud è intollerabile: per questo mi sto impegnando nella riforma dei Livelli minimi di prestazione (Lep), mai introdotti nonostante la Costituzione obblighi a farlo». Le norme previste dal Pnrr sugli appalti premiano più la velocità che la sicurezza. «Penso che sarebbe meglio aspettare il testo definitivo del Decreto Semplificazioni prima di gridare al lupo». Cito il segretario della Cgil, Maurizio Landini: non è tempo di pace sociale. «Tre giorni fa ho partecipato a un tavolo sul Pnrr proprio con Landini. Il sindacato chiede un ruolo nei processi del Pnrr, e sarà ascoltato. Quanto alla pace sociale, credo sia il desiderio profondo di tutti gli italiani, che vogliono tornare a lavorare e dare più benessere e sicurezza alle loro famiglie: partiti, sindacati e corpi intermedi ne dovranno tener conto». Doloroso parlare di sicurezza in un giorno come questo. «Sono profondamente addolorata per l'incidente alla funivia Stresa-Mottarone. Una tragedia inaudita. Sono vicina alle famiglie delle vittime e rivolgo un pensiero particolare ai due bimbi feriti ricoverati a Torino». Ministro, con la mini-proroga del blocco dei licenziamenti il governo è rimasto a metà del guado e Orlando è sotto attacco: che cosa succede da settembre? «Il governo non è rimasto a metà del guado, ha cercato di contemperare interessi tutti legittimi: quelli dei lavoratori e quelli delle imprese, che poi sono le realtà che creano lavoro. A settembre la campagna vaccinale avrà permesso il ritorno a consumi, investimenti e a un'attività produttiva sostenuta». Ottimismo della volontà? «No, della ragione. Le imprese avranno un set di regole per la ripartenza, dal nuovo contratto di rioccupazione ai contratti di solidarietà al 70% per 26 settimane. Non basta, lo sappiamo, ma nulla sarà sufficiente finché non archiviamo la pandemia. La vera sfida, dopo, sarà la riforma degli ammortizzatori sociali e del fisco». La famiglia è solo quella con moglie, marito e figli? «L'Istat censisce in Italia 25 milioni di famiglie. Un terzo del totale è costituito da persone sole, un altro terzo da coppie con figli, il 20 per cento da coppie senza figli. Una famiglia su dieci è costituita da un genitore single con figli, nella stragrande maggioranza madri. Comprimere in uno slogan questa realtà è poco serio». Tajani è poco serio? «Non stavo certo pensando a lui, tra l'altro credo abbia chiarito». Perché è così difficile riconoscere i diritti delle persone più deboli? «Perché i vincoli di bilancio hanno ridotto, e in molti luoghi del Sud azzerato, la spesa sociale. Oggi grazie al Next Generation Eu abbiamo risorse per occuparci dei più deboli e contemporaneamente rilanciare la ripresa: una grande occasione da non sprecare». Se uno parlasse con lei arrivando da Marte la prenderebbe per una leader del centrosinistra. «Al marziano spiegherei che in Italia esistono i liberali, hanno espresso maggioranze ragguardevoli per vent'anni, e sperano di tornare a farlo». Anche lei vuole Draghi al Quirinale? «Non entro in questo dibattito, lo giudico prematuro e irrispettoso». Cambio prospettiva. Non sarebbe ora di un presidente della Repubblica donna? «Vedi sopra. È ovvio che esprimere un giudizio su questo significherebbe fare un endorsement». Salvini corre per sé o per il Paese? «Corre, come tutti i leader di questa fase storica, per il suo partito. Ma per fortuna ha capito che una larghissima parte dei suoi elettori non avrebbe apprezzato un "no" a un governo di salvezza nazionale». Scommetterebbe un euro sulla Meloni a Palazzo Chigi o, parafrasando Salvini, è più facile che sbarchino gli alieni? «Pur essendo napoletana, non ho mai scommesso neanche sui numeri al Lotto». Lo dico meglio: accetterebbe di fare parte di una coalizione guidata da lei? «Essere la leader di un partito in ascesa, essere capo di una coalizione vincente e fare il presidente del Consiglio sono tre ruoli politici molto diversi. Giorgia Meloni sta interpretando benissimo il primo, favorita anche dal fatto che FdI è sola all'opposizione. Sul resto, è tutto da vedere». Al vertice di oggi il centrodestra si scanna? «Io non partecipo, ma non credo. Si parla di candidature, è un rituale che tutti conoscono bene e funziona sempre nello stesso modo: qualche frizione, qualche discussione, e poi l'accordo». Ministro, chi candida il centrodestra a Napoli e a Roma? «Vedremo domani». Silvio Berlusconi ci sarà? «Spero di sí, ma in questa fase molte decisioni dipendono dai medici». Come sta il Cavaliere? «È stanco, il long Covid è un brutto affare e richiede riposo e monitoraggio costante. Sarà una ripresa faticosa, ma siamo tutti ottimisti, lui per primo». Siete diventati il ruotino di scorta del centrodestra? «Al contrario: siamo quelli senza cui il Centrodestra non vince e non governa. Il Paese è stanco di estremismi, propaganda, pifferai magici, chiede stabilità e concretezza. Possiamo interpretare questi valori meglio di altri». Perché i partiti non sono più in grado di produrre classe dirigente? «Non credo sia un problema solo dei partiti. Quando l'ascensore sociale si ferma, e in Italia è successo, si ferma per tutti: professioni, impresa, rappresentanza sociale, . politica. Riattivare quell?ascensore ? il solo modo per uscire dall?empasse?. Ieri, 29 anni fa, morivano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta. Perch? non si parla pi? di mafia, l?abbiamo sconfitta? ?No, e lo dimostrano le inchieste che giudici e forze dell?ordine portano avanti in tutta Italia, non solo al Sud. Ma, grazie anche a quei martiri coraggiosi, il mito della sua invincibilit? ? finito. Ora bisogna vigilare sulle opere del Pnrr. Nell?anniversario di Capaci voglio prendere un solenne e pubblico impegno: spendere ogni risorsa ed energia perch? il principio di legalit? sia priorit? assoluta negli interventi che ci apprestiamo a mettere in campo?. Lei lo vuole il ponte di Messina? ?Senza incertezze?. Obiezioni. Gli ambientalisti diranno che siete pazzi. E la mafia vi dir?: grazie. ?Un certo ambientalismo avrebbe detto no pure all?Autostrada del Sole. E credo che la mafia dica grazie, ogni giorno, a chi ha tenuto la Sicilia e il Sud lontani dall?Italia e dall?Europa, materialmente e socialmente?. ?

MARA CARFAGNA MINISTRO PER IL SUD E LA COESIONE

Prima di gridare al lupo sarebbe meglio aspettare il testo definitivo delle norme sugli appalti

Sono profondamente addolorata per l'incidente alla funivia Stresa-Mottarone Una tragedia inaudita Nuove regole per le imprese, dal contratto di rioccupazione a quello di solidarietà al 70% per 26 settimane Salvin ha capito che i suoi elettori non apprezzerebbero un no a un governo di salvezza nazionale Bene Meloni come guida di un partito Come leader di una coalizione di governo è tutto da vedere Il centrodestra ha bisogno di noi Berlusconi affaticato dal long Covid, ma siamo tutti ottimisti Sì al ponte di Messina Cosa Nostra ringrazia per ogni giorno in cui la Sicilia è staccata dall'Italia Grazie anche a martiri come Falcone e Borsellino il mito dell'invincibilità della mafia è finito

Foto: Mara Carfagna, 45 anni, è nata a Salerno. È ministro di Forza Italia per il Sud e la Coesione territoriale


Foto: ARMANDO DADI / AGF