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01/05/2021

Cardinali e dirigenti, vietati regali oltre 40 euro

Il Sole 24 Ore - Carlo Marroni

VATICANO, STRETTA ANTI CORRUZIONE / FUORI ONDA
Il tetto è davvero basso: 40 euro. È questo il limite del valore dei regali che possono accettare tutti i dipendenti della Curia Vaticana. «Regali o altre utilità», esattamente, quindi (in teoria) anche una media cena al ristorante. La norma è stata introdotta nel Motu Proprio di Francesco in materia di trasparenza finanziaria, un nuovo pacchetto anti-corruzione per i ruoli di responsabilità della Santa Sede. Quindi da oggi i dirigenti vaticani, compresi i cardinali che svolgono ruolo di capi-dicastero o responsabili di Enti collegati alla Curia, e il personale direttivo amministrativo, devono sottoscrivere una dichiarazione dove attestano di non avere condanne o indagini per terrorismo, riciclaggio, evasione fiscale. Non solo: non potranno avere beni nei paradisi fiscali (qui ci sono delle piccole eccezioni) o investire in aziende che operano contro la Dottrina della Chiesa, e su questo il Papa da tempo ha creato una commissione per gli investimenti etici. La dichiarazione deve essere sottoscritta all'atto di assunzione dell'incarico e poi con cadenza biennale. Su tutti vigilerà la Segreteria per l'Economia, che in caso di dichiarazione falsa può licenziare e chiedere i danni. La norma arriva a un anno dal codice degli appalti, una vera rivoluzione dentro le mura leonine, dove l'affidamento di lavori o forniture era fuori controllo. È un nuovo tassello dell'infinito cantiere di riforma della finanze, ma anche uno degli effetti a cascata della vicenda di Sloane Avenue, che ha innescato un vasto ricambio dirigenziale, anche se per ora non si ha notizia di un processo.

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