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16/06/2020

Carciano, piscina ancora chiusa Si cerca un gestore temporaneo

La Stampa - CRISTINA PASTORE

la vasca è inutilizzata da tre anni
E' in corso il contenzioso tra Comune e società che aveva vinto il bando L'obiettivo è salvare in parte l'estate nell'impianto con vista Isola Bella
STRESA La piscina comunale al lido di Carciano rischia per il terzo anno consecutivo di restare chiusa. E' rimasta inutilizzata nel 2018 per lavori di impermeabilizzazione che avrebbero dovuto correggere difetti di costruzione; poi lo scorso anno per la causa in corso con il concessionario e adesso la vasca con vista sull'Isola Bella - in questi giorni ancora piena di acqua verdognola - avrà il destino delle due precedenti se in extremis non si trova un gestore provvisorio. Il bando per procedere con l'assegnazione temporanea è dato in via di pubblicazione da giorni, ma al momento ancora niente. «Settimana prossima dovrebbe essere pronto» dice il sindaco Giuseppe Bottini. Al corrente delle lamentele per le erbacce cresciute all'ingresso, ieri con due volontari ha imbracciato il decespugliatore e le ha tagliate. Avrebbero dovuto farlo gli operai della cooperativa a cui sono affidati i lavori di manutenzione del verde comunale, «ma sono impegnati nella pulizia ai lati delle strade, innanzitutto la provinciale che scende dall'autostrada» precisa Bottini, che non nasconde l'insofferenza per la situazione che da anni si sta trascinando al lido di Carciano. «Quella piscina la odio» dice fuori dai denti. E' un progetto che non ha mai condiviso quando era vice del predecessore Canio Di Milia. In questi 5 anni si è però trovato lui a districare una matassa ingarbugliata. Data in concessione, con la spiaggia antistante nel 2013 a Sport Service Srl, la sola concorrente in gara, da subito il gestore ha lamentato problemi: la piscina aveva perdite e infiltrazioni negli spogliatoi e difficoltà nel rendere funzionante il bar-ristorante. L'amministrazione dal canto suo ha fatto di tutto per garantire il proseguimento dell'attività: ha investito altri 200 mila euro per sanare i difetti dell'impianto (costato un milione) e si è fatta garante del mutuo di 141 mila euro acceso dal concessionario per l'acquisto di attrezzature per il ristorante. Alla fine il Comune si è trovato a dover pagare le rate alla banca al posto della società, a cui il contratto è stato revocato nel maggio 2019 per gli arretrati nell'affitto. Tutto è finito per le vie legali. Il Tar deve ancora esprimersi sul contenzioso, ma il giudice civile a Verbania ha dato ragione all'amministrazione stresiana. Al tribunale si era rivolta Sport Service per il risarcimento del mancato incasso dovuto al divieto di balneazione per 23 giorni nell'estate 2017 per un guasto alla fognatura e la chiusura per tutto il 2018 perché i lavori di correzione dell'impianto erano durati molto più del previsto. «Ora confidiamo in un arbitrato per rivalerci almeno in una piccola parte dei danni subiti con questa disastrosa esperienza a Stresa, che ci ha rovinato» commenta la titolare di Sport Service Sabrina Moretti. «Non abbiamo ancora restituito le chiavi al Comune - aggiunge - perché non hanno risposto alle nostre richieste di redigere un verbale di riconsegna. Ci devono riconoscere il valore della sabbia portata sul litorale, dei 60 oleandri e dell'illuminazione esterna». -

Foto: Le erbacce davanti alla piscina di Stresa sono state tagliate ieri pomeriggio da sindaco e due volontari