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14/10/2020

Caponiere, nuovo flop Il bando va deserto

QN - La Nazione

LA SPEZIA Il bando del Comune di Spezia per l'affidamento del recupero e della gestione delle 7 caponiere della Cinta Muraria ottocentesca, scaduto il 9 ottobre, è andato deserto. Ma nasce un giallo. Il conduttore della caponiera Porta Castellazzo, Stefano Tinto, che si trova vicino alla Chiesa di San Pio X, ha gestito un ristorante all'interno di essa per dodici anni e contesta che nel bando vi sia dichiarato che tutte le caponiere siano in stato di degrado: «Ho speso 240mila euro per la completa ristrutturazione e riqualificazione, nel rispetto di tutte le normative. E non è certo in degrado. Potrei continuare benissimo la gestione». Tinto si era rivolto ad uno studio legale che ha inviato una lettera all'amministrazione chiedendo di annullare il bando in autotutela, sulla base del pubblico interesse alla miglior valorizzazione del bene immobile in oggetto. Inoltre diffidavano le amministrazioni a non dar corso a procedure che consentissero ad eventuali aggiudicatari di entrare in possesso di beni di proprietà di Tinto. La concessione della caponiera (scaduta a marzo, della durata di 6 anni più 6), prevedeva che chi l'avesse ristrutturata e resa fruibile al pubblico lasciasse poi ogni opera all'amministrazione. L'intento è recuperare e mantenere la situazione del ristorante, senza vanificare sacrifici per i miglioramenti che hanno aumentato il valore storico e culturale di un bene per l'intera città. Di fatto non è stata presentata alcuna domanda di rinnovo, né di partecipazione al bando «perché - dice Tinto - mi avevano detto che non avevo più diritto a rinnovarla. Ho cercato di gestirla sempre al meglio e di farne un fiore all'occhiello per la città. Vorrei poter continuare a farlo»». L'amministrazione fa sapere che la questione è tuttavia in valutazione e che, nonostante non siano pervenute richieste, valuterà se pubblicare nuovamente il bando, aperto a tutti, magari inserendo alcune modifiche. Viliana Trombetta