scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
30/03/2021

Caos Galilei, altri 138 addetti a rischio con la vendita di Toscana Handling

Il Tirreno - Danilo Renzullo ; Danilo Renzullo

La protesta si estende ai lavoratori degli appalti: «La cessione della società può creare un effetto domino» economia e lavoro
Danilo RenzulloPISA. «L'obiettivo? Lo sciopero generale. Un blocco totale per far emergere le preoccupazioni dei lavoratori e prevenire la catastrofe occupazionale che le decisioni di Toscana Aeroporti rischiano di provocare». Si estende anche agli addetti degli appalti la mobilitazione dei lavoratori aeroportuali e delle organizzazioni sindacali. Con un presidio davanti al Galilei promosso da Filt Cgil, Fit Cisl e Cub, ieri decine di lavoratori del sistema aeroportuale hanno manifestato per rivendicare tutele e garanzie occupazionali «che - accusano i sindacati - rischiano di svanire con la possibile vendita di Toscana Aeroporti Handling e con proroghe temporanee delle esternalizzazioni». Nei giorni scorsi è stato informalmente comunicato ai sindacati la proroga fino al 31 ottobre degli appalti per la gestione dei servizi di smistamento bagagli, pulizia dei vettori e assistenza a terra, scaduti lo scorso dicembre e già in regime di proroga fino al 31 marzo. «Un provvedimento non sufficiente a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali», accusano i sindacati che hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori. «La scadenza della nuova proroga - proseguono - coincide con la fine del divieto di licenziamento e del periodo di applicazione degli ammortizzatori sociali. Per garantire salari e posti di lavoro è necessario prolungare gli appalti fino alla summer season 2022». Almeno un anno, in attesa della partenza della stagione estiva 2022, quando, in concomitanza con la possibile ripresa del trasporto aereo, «ci saranno le condizioni per costruire una nuova gara per affidare i servizi». «In piena emergenza non è possibile farlo - continuano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Cub - Con il numero attuale di voli e passeggeri la forza lavoro sarebbe ridotta dell'80 per cento». Un possibile «bagno di sangue» per gli addetti degli appalti, gestiti dalla cooperativa Cft, che impiegano 138 lavoratori al Galilei e circa 80 all'aeroporto di Firenze. «Si tratta di lavoratori a tempo indeterminato, ma allo stesso tempo precari - spiegano i sindacalisti - ogni due anni rischiano il licenziamento in attesa delle gare e del rinnovo degli appalti che, in ogni caso, possono incidere su ore e posti di lavoro». Queste le preoccupazioni che hanno portato i sindacati a dichiarare lo stato di agitazione. Ennesimo braccio di ferro che si aggiunge a quello avviato per la «difesa» di Toscana Aeroporti Handling, ramo d'azienda di Toscana Aeroporti (e società che gestisce gli appalti in scadenza) finita nel mirino di un gruppo imprenditoriale italiano che alcune settimane fa ha presentato un'offerta d'acquisto. Proposta in corso di valutazione da parte della spa di gestione del sistema aeroportuale toscano che ha innescato la mobilitazione dei sindacati e dei 453 addetti (di cui 223 impiegati al Galilei).Contemporaneamente al presidio all'esterno del Galilei, si è svolto un volantinaggio al mercato di via Paparelli per informare e sensibilizzare la cittadinanza sulla crisi dell'aeroporto. «L'obiettivo è aprire un'unica, grande, vertenza con l'obiettivo di arrivare ad uno sciopero generale del sistema aeroportuale toscano - il percorso tracciato dai sindacati - Chiediamo alla città, alle istituzioni e alla politica di affiancarsi ai lavoratori perché questa non è la lotta dei singoli, ma quella per il mantenimento dell'intero sistema economico che ruota attorno all'aeroporto, oggi in pericolo. Occorre - la richiesta delle organizzazioni sindacali - che il presidente della Regione si esprima sulla vendita di Toscana Aeroporti Handling e congeli il finanziamento di dieci milioni di aiuti pubblici destinato a Toscana Aeroporti». --Danilo Renzullo © RIPRODUZIONE RISERVATA