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22/07/2020

Caos Frimat al Tecnopolo In 30 edili senza stipendio

QN - Il Resto del Carlino

di Rosalba Carbutti Il lavoro matto e disperatissimo per riuscire a consegnare il Data center del Centro meteo europeo del Tecnopolo non si ferma. E dalla Regione filtra che il 15 settembre dovrebbero terminare i lavori. Un'accelerazione arrivata dopo l'arrivo della bolognese Site come capofila al posto dell'altra azienda Frimat. Peccato, però, che in tutta questa corsa contro il tempo una trentina di lavoratori edili della Frimat abbiano perso il lavoro. E, soprattutto, denuncia Gaetano Lombardo, segretario generale della Filca-Cisl, «non abbiano ancora ricevuto l'ultima mensilità, né tredicesima e Tfr per un totale di circa 50mila euro». Si tratta, in pratica, dai mille ai tremila euro a lavoratore che vanno, però, ad aggiungersi al lockdown e a circa venti persone che non sono state ricollocate. Da qui, il pressing del sindacato. Sia nei confronti dell'azienda sia nei confronti della Regione per risolvere la questione. «Nell'ultima riunione abbiamo chiesto alla Regione di prendere un impegno, di darci qualche risposta», spiega Lombardo. Ma, per ora, la situazione è bloccata. Da Viale Aldo Moro spiegano che non manca la volontà di risolverla, ma lo stallo è dovuto a un contenzioso che c'è in atto con la Frimat. In pratica, spiega l'assessore al Lavoro, Vincenzo Colla, «abbiamo tentato un accordo bonario, come previsto dal codice degli appalti, ma per ora non è andato a buon fine». Il problema è che - fanno sapere da Viale Aldo Moro - la Regione vanta crediti di 2 milioni di euro da Frimat. Se questi venissero sbloccati, chiaramente, potrebbe arrivare l'anticipo dei soldi mancanti alla trentina di lavoratori ancora in attesa. Ma per ora è difficile fare previsioni positive. Nel frattempo, sulla questione, ci sono stati tre incontri tra sindacati e Regione. «Noi ci siamo, ma per ora non possiamo pagare direttamente i lavoratori», spiega l'assessore Colla. Morale: fra contenziosi legali e burocrazia, «chi paga sono gli ex edili della Frimat», spiega Lombardo (Cisl). L'azienda in questione non siamo riusciti a contattarla. I numeri presenti sul sito non sono più attivi e, da ambienti della Regione, trapela che de facto non stia più lavorando al cantiere del Tecnopolo e che la sede si sia trasferita in Bulgaria. In tutto questa vicenda, tra lavori iniziati a metà dicembre 2018, qualche intoppo legato appunto ad alcune difficoltà con le aziende, il pressing del governatore Stefano Bonaccini a gennaio per portare avanti i cantieri, l'arrivo del Covid, la parola fine dovrebbe arrivare a settembre. Cinque lavoratori, intanto, hanno dato il via a cause legali. Prima udienza prevista tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021. © RIPRODUZIONE RISERVATA