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31/05/2019

Caos decreti, interviene Conte. Lega: moratoria su Codice appalti

Avvenire

STALLO IN PARLAMENTO SU CRESCITA E SBLOCCA-CANTIERI
I provvedimenti non procedono, il premier convoca i capigruppo L'ipotesi della doppia fiducia per non farli "scadere" Emendamento del Carroccio irrita M5s: via la soglia del 30% in subappalto fino al 2020 Stop a norma Carige
Roma stallo, al Senato e alla Camera, sui due decreti (Crescita e Sblocca-cantieri) cui è affidato l'arduo compito di stimolare l'anemico Pil italiano. L'esame dello Sbloccacantieri riprenderà martedì. Inizialmente, il programma prevedeva che l'esame proseguisse nel pomeriggio di ieri, ma i nodi nella maggioranza sono troppi. Alla luce di questa situazione, ieri in tarda mattinata il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato a Palazzo Chigi i capigruppo di Lega e M5s nelle due Aule, Romeo e Molinari per il Carroccio e Patuanelli e D'Uva per il Movimento. Nel corso dell'incontro, riferisce Palazzo Chigi, «sono emersi riscontri molto positivi sul percorso» dei due decreti ed è stata affermata «comune determinazione di procedere speditamente alla loro approvazione». Dietro le quinte, però, la situazione è tesa. I tempi per licenziare in via definitiva i due decreti sono strettissimi (lo Sblocca-cantieri scade il 17 giugno, il dl Crescita il 30 giugno, e nessuno dei due ha terminato ancora la prima lettura). Il percorso più delicato è quello dello Sbloccacantieri. Sminato il tema Tav, con un emendamento "ridotto" a ordine del giorno, la Lega va alla carica sul Codice appalti. Matteo Salvini ha infatti annunciato un emendamento «per la sospensione per due anni del Codice appalti e per il rispetto della normativa europea vigente». «Mi auguro - aggiunge - che non ci siano preclusioni politiche né dalle opposizioni né dalla maggioranza». Ma i 5 stelle alzano subito il muro dicendosi contrari. Nello specifico, la proposta del Carroccio è cancellare fino al 2020 qualsiasi soglia per i subappalti, eliminando quella del 30% prevista dal Codice degli appalti per evitare infiltrazioni criminali. L'opera risulterebbe quindi subappaltabile al 100%, fatte salve alcune deroghe stabilite dalla Ue. I relatori hanno presentato 27 proposte di modifica. Dal governo poi è arrivato un pacchetto di quattro modifiche. Quanto all'iter del decreto Crescita, ancora all'esame delle commissioni alla Camera, è stato fissato a domani mattina il termine per gli emendamenti del governo. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito l'avvio dell'iter in Aula per martedì 4 giugno, ma non viene escluso che potrebbe slittare di qualche giorno, a giovedì 6. Ancora da sciogliere, in questo caso, il nodo delle norme cosiddette "salva Roma". Ancora Salvini semina tempesta: «Noi vogliamo aiutare tutti, non qualcuno sì e qualcuno no...». Ritirato, invece, l'emendamento-Carige, poiché il salvataggio dell'istituto di credito è ora oggetto di un negoziato tra Roma e Bruxelles. Sempre nel decreto-crescita, aggiunte il leghista Bitonci, verrà proposta la proroga dei termini di scadenza della "pace fiscale". «Ma non c'è - assicura - alcuna ipotesi di ritornare alla dichiarazione integrativa speciale». © RIPRODUZIONE RISERVATA