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07/07/2020

Caos-Covida, i comitati in commissione

QN - La Nazione

di Gabriele Masiero PISA «La malamovida è tornata, con rischi anche per la salute a causa degli assembramenti, ai 'bei tempi' di prima della pandemia che hanno devastato e reso invivibile una parte di Pisa (e manca una parte notevole di studenti universitari)». Così Francesco Pozzi, coordinatore dei comitati civici, ha introdotto l'audizione dei comitati in terza commissione consiliare sul tema della movida, alla quale hanno preso parte anche Anthony Mancini ,presidente del comitato Mezzogiorno, e Guido Nassi presidente del comitato Cittadella. «Abbiamo registrato - hanno detto i rappresentanti dei comitati civici - una disponibilità all'ascolto da tutte le forze politiche ed è un bene, ma ora servono azioni concrete». A cominciare da una maggiore richiesta di sicurezza, perché, ha fatto notare Mancini, a Mezzogiorno «c'è una situazione insostenibile di disordini e traffici illeciti nella notte soprattutto nella zona Stazione, compresa Piazza Vittorio Emanuele, dove sono presenti attività commerciali riaperte con orari prolungati e ci domandiamo perché sia stata fatta questa eccezione». I comitati civici hanno accolto favorevolmente la proposta sperimentale del sindaco di delocalizzazione della movida con il bando che offre spazi pubblici gratuiti a esercizi di somministrazione alla Cittadella e ai Vecchi Macelli, «ma si può pensare anche ad altre aree come i Navicelli e la Stazione Leopolda purché cambi il modello economico e si adottino misure che impediscano gli eccessi». Ma è il tema del rispetto delle regole quello che interessa di più i residenti del centro che hanno consegnato ai consiglieri comunali un pacchetto di proposte: «Piazze e strade della movida - osservano i comitati - devono essere presidiate, e non simbolicamente, da vigili urbani e forze dell'ordine, compreso l'esercito, con modalità fisse e dinamiche, anche dopo la chiusura dei locali. Occorre imporre a tutti i locali di qualsiasi genere la chiusura all'1 di notte con sanzioni pecuniarie e fermo attività per i trasgressori, impedire l'asporto di alcolici: si consuma ai tavoli o in piedi, ma non fuori dal perimetro del locale, con divieto dopo le 21. Impedire ai minimarket di fare i fornitori di alcolici che vengono consumate nelle strade e nelle piazze. I locali devono far rispettare il distanziamento fisico di un metro (e l'uso alternativo delle mascherine) ai loro clienti con steward in servizio permanente». Secondo Pozzi è necessario anche ripristinare il «Daspo urbano, già previsto nella zona rossa del centro per questo dotata di telecamere di videosorveglianza, ma che non vengono utilizzate per individuare e colpire singolarmente i responsabili di comportamenti illeciti, siano essi utenti o esercenti». Infine, hanno concluso i comitati civici, bisogna «introdurre il principio di fondo 'chi inquina, paga', ovvero conseguenze economiche per la limitazione dei danni diretti e indiretti provocati (pagamento di steward, servizi igienici, igiene ambientale post movida)».