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18/10/2019

Cantone saluta l’Anac. Torna in magistratura

Il Tempo

IL CASO Il presidente uscente: «La corruzione si può vincere». In tre anni un arresto ogni dieci giorni
• Fra agosto 2016 e agosto 2019 sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione spiccate dall'Autorità giudiziaria in Italia e correlate in qualche modo al settore degli appalti: sono stati eseguiti, cioè, arresti ogni 10 giorni circa. Se invece si analizzano i provvedimenti della magistratura si arriva a 152 casi, ovvero uno a settimana (solo a considerare quelli scoperti). È questo lo spaccato che emerge dalla relazione dell'Autorità nazionale anticorruzione «La corruzione in Italia (2016-2019)» presentata alla Stampa estera da Raffaele Cantone. Il presidente Anac, che dalla prossima settimana, alla scadenza del suo mandato, farà rientro in magistratura, analizza l'evoluzione del fenomeno corruttivo nel nostro Paese. «Assistiamo a una corruzione pulviscolare, il funzionario si accontenta di farsi pulire il giardino. È una corruzione diversa anni luce da quella di Tangentopoli, le mazzette sono di piccolo calibro rispetto al passato, ma - spiega - proprio per il suo carattere pulviscolare può essere aggredita. È un fenomeno che può essere ridimensionato e riportato ai binari fisiologici di una normale burocrazia». Il coinvolgimento del decisore pubblico rimane alto: sono 43 i politici arrestati nel triennio preso in esame (20 sindaci), ma è l'apparato burocratico in senso stretto il vero «dominus», annoverando nel complesso circa la metà dei soggetti coinvolti: 46 dirigenti indagati ai quali ne vanno aggiunti altrettanti tra funzionari e dipendenti più 11 responsabili unici del procedimento.