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04/12/2018

Cantone mette sotto accusa Conetta per gli appalti anomali e le criticità

La Verita' - MAURIZIO TORTORELLA

II centro veneziano trasformato in uno dei più grandi «depositi per stranieri» d'Italia
• C'è del marcio nell'accoglienza degli immigrati. E non soltanto nel sud Italia, ma probabilmente anche in Veneto. Ora anche l'Autorità nazionale anticorruzione spara contro l'opacità degli appalti ottenuti a Conetta (Venezia) dalla cooperativa Ecofficina Onlus di Battaglia Terme (Padova), poi trasformata nel Consorzio Edeco. A dire il vero, che ci fosse qualcosa di strano In quanto accadeva nel minuscolo centro veneziano, con i suoi 152 abitanti si è trasformato in uno dei più grandi «depositi per stranieri» d'Italia, era più che un sospetto già tre anni fa, quando la caserma di C> netta, abbandonata dagl'Esercito, era stata ristrutturata in alloggio precario per 200 richiedenti asilo. Nel tempo, gli immigrati parcheggiati a Conetta eraro aumentati a 500, e a un certo punto avevano superato i Inutilmente, più volte, il sindaco e gli abitanti avevano protestato contro quella situazione insostenibile. Nel gennaio 2017, quando una ragazza della Costa d'Avorio era morta nel centro, si era scatenata la reazione degli altri immigrati, che avevano occupato e danneggiato la struttura protestando perché la giovane non sarebbe stata soccorsa dagli operatori. Da quella morte la Procura di Venezia aveva avviato un'inchiesta sui vertici della cooperativa, che nel gennaio 2018 sono stati accusati di associazione per delinquere e frode. Lo scorso agosto, anche la Procura di Padova aveva ipotizzato più o meno gli stessi reati sugli appalti ottenuti nel centro padovano di Bagnoli. Tra gli indagati era finito anche un viceprefetto, accusato di avere preavvisato di una perquisizione i responsabili della Ecofficina-Edeco. In settembre, di fronte a quelle inchieste, il presidente di Confcooperative aveva sospeso Ecoofficina, accusandone i vertici di aver guardato «al business e non all'accoglienza». Ma oggi Conetta rischia di diventare qualcosa di più, e cioè la nuova punta dell'iceberg di un business opaco. Perché anche l'Anac di Raffaele Cantone si dice convinta che gli appalti ottenuti nel centro veneziano siano viziati da «profili di anomalia e criticità». Al centro dei sospetti dell'Anticorruzione sono gli appalti indetti dalla prefettura di Venezia nel 2016. L'Anac segnala carenza nell'assistenza sanitaria, anomalie nella retroattività attribuita ad alcune convenzioni, e gare assegnate senza invito ad altri concorrenti. In totale, il valore degli appalti sotto la lente è di 2,5 milioni per soli 144 giorni, dal 10 agosto al 31 dicembre 2016. L'inchiesta dell'Anac, insomma, sembra chiudere il cerchio delle due indagini penali, per quanto non ancora approdate a un rinvio a giudizio. Negli interrogatori resi ai pm del resto, alcuni operatori di Ecoffiema-Edeco avevano raccontato che cosa avessero visto nei centri di Bagnoli e soprattutto di Conetta. «Nei centri non viene fatta alcuna attività d'integrazione», aveva assicurato uno di loro. Quando Conetta ospitava 800 migranti, aveva aggiunto l'addetto, «svolgevamo servizio tra gli otto e i dieci operatori, ai quali poi si affiancavano circa dieci ospiti volontari: ci davano una mano e venivano convinti in cambio di soldi e di qualche referenza davanti alla commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato». Sorprendente il capitolo delle soffiate: «Abbiamo avuto visite prefettizie o parlamentari», aveva dichiarato un altro ex dipendente, «ma noi venivamo avvisati con congruo anticipo e quindi avevamo modo di organizzare il servizio: per esempio se a Cona eravamo 8-10 operatori, in occasione dei controlli arrivavamo anche a 5O>:. Secondo le accuse, Ecofficina riceveva la «soffiata» dell'ispezione in arrivo, e faceva confluire il personale da altre strutture. In quelle occasioni, aveva detto un'altra ex dipendente, :