scarica l'app
MENU
Chiudi
05/06/2020

Cantieri stradali, bisogna calcolare i disagi

Il Secolo XIX - Lorenzo Serra /

LA LETTERA DEL GIORNO
Lorenzo Serra / emailIl recente episodio sulla sospensione delle tariffe autostradali in Liguria ci fa riflettere su un processo che non funziona e che sta progressivamente degenerando: i lavori stradali o, nel caso specifico, i lavori autostradali. Sappiamo che il codice appalti è molto farraginoso con infiniti vincoli prediligendo il contrasto alla corruzione rispetto alla speditezza dei lavori, certamente è un tema complesso. Ciò che mi sollecita è proprio vedere sul tratto autostradale della A12, o sull'Aurelia, continui lavori e pochissimi mezzi in opera ed ancora meno persone impegnate sul cantiere. Più passano gli anni e più i lavori si dilungano in eterno. Se, al contrario, Autostrade Spa, ma anche Anas, nell'affidamento dei lavori considerassero oltre al costo e alla qualità dell'opera, come già fanno (offerta più vantaggiosa), anche il disagio causato ai cittadini, ci sarebbe un criterio tutto diverso, una sorta di costo sociale complessivo in cui vengono conteggiate anche le misure e gli aspetti organizzativi usati per minimizzare il disagio provocato dal cantiere. Seguendo questo concetto, a partire dal progettista, i lavori sarebbero impostati in modo da utilizzare più squadre in contemporanea (separare il tratto di strada in più segmenti, organizzare più turni di lavoro, realizzare lavori specifici notturni, etc.) con l'effetto di accorciare i tempi del cantiere, creare meno disagi ai cittadini e creare più opportunità di lavoro perché sarebbe necessario impegnare più persone. Il Nuovo Ponte sul Polcevera ne è un valido esempio. È vero che avere più squadre costerebbe di più, sia per il coordinamento sia per la sicurezza in cantiere, ma il maggior costo non è confrontabile con i benefici di cui sopra.