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22/07/2021

Cantieri: niente più gare e rischi di ” mani libere “

Il Fatto Quotidiano - Carlo Di Foggia

" RIFORMA " DEL CODICE
Cantieri: niente più gare e rischi di " mani libere " DI FOGGIA A PAG. 5 I tempi non saranno brevi e il testo, per ora, è una cambiale in bianco al governo. Ma una primalettura dellalegge delega di riforma del codice degli appalti e l ' aria che tira (in Parlamento, per dire, è appena stata approvata la richiesta di commissariare altre opere col " modello Genova " , dopo le 102 già fatte) lascia intuire il rischio: uno " sblocca cantieri " permanente, dopo i provvedimenti che in questi anni hanno picconato il codice appalti del 2016. Il testo, 4 pagine, approvato ai primi diluglio, lunedì è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato e a settembre dovrebbe andare in Parlamento. Nel Piano di ripresa nazionale (Pnrr), il governo si è impegnato a presentarlo entro fine anno e ad approvare i decreti attuativi - con le norme vere e proprie - entro giugno 2022, ma vuole accelerare. La riforma arriva dopo il dl Semplificazioni di maggio, che dà ai progetti del Pnrr fino al 2026 una corsia preferenziale fatta ditempi dimezzati, autocertificazioni in deroga, autorizzazioni veloci ( fast track ) e silenzio-assenso potenziato nell ' idea che la ripresa passi dai cantieri, che qualche forza oscura nella burocrazia frena. LA DELEGA contiene i principi a cui il governo deve ispirarsi per i decreti attuativi: li scriveranno Palazzo Chigi e il ministero delle Infrastrutture di concerto con i ministri coinvolti. È prevista però lacuriosa possibilità che ci lavori direttamente il Consiglio di Stato (in base a un decreto fascista del 1924) che di norma esprime un parere: ora invece si chiede al controllore di scrivere le norme anziché controllarle. Le premesse, come detto, non sono buone. Si chiede " l ' in troduzione di livelli di regolazione corrispondenti a quelli minimirichiesti dalledirettive Ue " (che, per esempio, non prevedono limiti al subappalto) e di " semplificare la disciplina applicabileai contrattipubblici sotto la soglia europea " , cioè 5 milioni di euro, dove - dopo gli ultimi " sblocca cantieri " - di fatto l ' obbligo di gara è stato sostituito da procedure ristrette o negoziate. Al decreto del governo Draghi sembra anche ispirata la richiesta di " semplifica zione delle procedure per la realizzazione di investimenti in tecnologie verdi e digitali " , visto che il provvedimento di maggio riserva a queste opere una corsia speciale per dimezzare tempi e procedure. In generale, è tutto un " s e m p l i fi c a r e " (la parola compare in otto dei 16 " principi " ): dalle norme " in materia di programmazione, localizzazione delle opere e dibattito pubblico " , a quelle " rela tive alla fase di approvazione dei progetti " con la " ridefinizio ne e l ' eventuale riduzione dei livelli di progettazione, lo snellimento delle procedure di verifica e validazione dei progetti " . La delega conferma poi che non scompariranno due elementi assai negativi: il criterio del " massimo ribasso " (invece dell ' offerta economicamente più vantaggiosa) per affidare gli appalti e " l ' appalto integrato " (progettazione ed esecuzione dell ' opera, affidate allo stesso soggetto). Il primo in passato aveva trasformato il mercato degli appalti pubblici in una giungla. Ripristinato dal dl Semplificazioni del Conte-2, nella prima versione di quello Draghi veniva di fatto liberalizzato. Dopo le proteste, la norma è stata eliminata per esser trattata nella legge delega, che infatti affida al governo il compito di " tipizzare " icasi in cui visi può ricorrere. Stessa cosa per l ' " ap palto integrato " , ispirato alla Legge Obiettivo di Berlusconi - travolta dalle inchieste e definita " c r i m i n o ge n a " da Raffaele Cantone - che fa saltare la separazione tra controllore e controllato. Il dl Semplificazioni targato Draghi lo prevede già per una lista di 10 mega opere (tra cui l ' Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, che vale 22 miliardi) e gli appalti oltre i 100 milioni, per i quali le procedure vengono accelerate già sulla base del progetto di fattibilità tecnico-economica. " Così com ' èscritta, la riforma è una delega in bianco al governo - spiega Alessandro Genovesi della Fillea Cgil - . Questo è pericoloso, perché non si fissano dei paletti e può succedere di tutto. Per esempio, si chiede al governo di prevedere come ' facoltà ' o ' ob b l i go ' per le stazioni appaltanti una serie di clausole sociali a tutela dei lavoratori. Ma non ci può essere ambiguità. Una vera riforma non si fa così " . Vale la pena di ricordare che ieri, nel suo rapporto sullo Stato di diritto, la Commissione Ue ha bocciato alcune norme del dl Semplificazioni del governo Conte-2, perché " rischia no di aumentare la corruzione " . Norme prorogate fino al 2026 dal Semplificazioni di Draghi, che è uno " sblocca cantieri " all ' ennesima potenza. Ora tocca alla legge delega.
DOPO L ' OK IN CDM IL TESTO ARRIVA ALLE CAMERE IL VIA LIBERA alla riforma del codice degli appalti è arrivato a inizio luglio. In realtà si tratta di una legge delega al governo per riordinare la materia: in 4 pagine vengono fissati i criteri a cui l ' esecutivo deve attenersi per emanare i decreti attuativi (dlgs) che conterranno le norme vere e proprie. Nel Pnrr, Draghi si è impegnato a farli approvare entro giugno del 2022 I SUBAPPALTI E L ' INTE SA DI MAGGIO 50% IL TETTO È il limite per il ricorso al subappalto fissato dal dl Semplificazioni di Draghi dopo lo scontro con i sindacati. Nella versione originaria era previsto il 100% (invece del 40% in vigore). Il limite rimarrà fino al 31 ottobre, poi sarà sostituito da una serie di paletti

Foto: Fast Track Si lavora per ve l o c i z za re gli iter delle opere grandi e piccole FOTO LAPRESSE