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01/06/2021

Cantieri liberi e uffici pubblici commissariati

Libero - SANDRO IACOMETTI

Altro colpo di Draghi
Al termine del Consiglio dei ministri ognuno ha tentato di mettersi in tasca quello che ha potuto. I grillini hanno rivendicato la semplificazione sul superbonus e lo stop al massimo ribasso, (...) segue ➔ a pagina 7 segue dalla prima SANDRO IACOMETTI (...) il Pd l'attenzione ai diritti dei lavoratori e al ruolo delle donne. Persino il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha trovato il modo di intestarsi i «risultati positivi» ottenuti grazie al confronto con le organizzazioni sindacali. Mentre le Regioni, che solo ieri mattina minacciavano fuoco e fiamme, si sono accontentate di un posto al tavolo della cabina di regia e dei comitati per la transizione ecologica e digitale. La realtà è che Mario Draghi, alla fine, ha ottenuto esattamente quello che voleva. Far rientrare le tensioni del partito del no, concedendo qualche briciola qua e la, e portare a casa una rivoluzione epocale. Eh sì, perché mentre sinistra, sindacati e pentastellati erano impegnati a piantare bandierine e ad alzare barricate contro le ipotesi più ardite circolate, forse volutamente, nei giorni scorsi, col decreto semplificazioni approvato ieri il premier ha smantellato i vincoli più stringenti del codice degli appalti, scardinato il divieto di subappalto, esteso le deroghe (che dovevano durare un anno) fino al 2023, demolito veti e lungaggini sulle varie autorizzazioni, comprese quelle ambientali. OPPOSTE FAZIONI E ha contemporaneamente gettato le basi per un vero e proprio commissariamento della pubblica amministrazione in caso di inefficienza, che era l'unico modo, in attesa di una riforma che non potrà avere tempi brevi e incontrerà sicuramente delle resistenze, di consentire alla macchina dello Stato di girare alla velocità richiesta dall'Europa. Che non è da capogiro, intendiamoci, ma che per i nostri standard significa lasciare in garage l'utilitaria e salire a bordo di una Ferrari. Al centrodestra, tutto sommato, è bastato restare a guardare. Certo, Matteo Salvini, invocava l'azzeramento del codice degli appalti. Ma il leader della Lega sapeva bene che l'obiettivo non era a portata di mano. E ora non ha difficoltà a riconoscere che, considerando la maggioranza che sostiene il governo, quello che oggi è sul tavolo è un mezzo miracolo. Per capire fino in fondo l'effetto Draghi sulle opposte fazioni basti pensare alle reazioni di grillini e renziani sulla governance, con i primi soddisfatti per la continuità con il governo giallorosso e i secondi festanti per il superamento della stagione contiana. Il nodo principale da sciogliere era ovviamente la soglia di lavori da poter concedere in subappalto, che il codice fissa al 30% e che Conte, in via emergenziale, ha alzato al 40%. Di liberalizzare ce lo chiede persino Bruxelles, ma per Pd, M5S e sindacati è solo un modo di aiutare la mafia e di favorire lo sfruttamento dei lavoratori. L'opposizione dura è durata l'arco di poche ore. Già giovedì Draghi aveva fatto capire che aria tirava, spiegando che la normativa europea sarebbe stata il faro. E ieri ha ribadito il concetto. La soglia non solo è stata alzata da subito al 50%, ma dal prossimo primo novembre salterà del tutto: «Viene rimosso ogni limite quantitativo al subappalto». Di fatto si ottempera alle indicazioni su cui la Ue ha persino aperto una procedura di infrazione contro l'Italia. In cambio aumentano i paletti. Il subappaltatore deve garantire gli stessi standard qualitativi previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori lo stesso trattamento economico e normativo che avrebbe garantito il contraente principale, incluso il contratto collettivo nazionale. Le stazioni appaltanti devono inoltre assicurare «una più intensa» tutela della sicurezza e «prevenire il rischio di infiltrazioni». Tutte le imprese che parteciperanno alle gare dovranno poi, come prerequisito, assumere una quota, non inferiore al 30%, di giovani under 36 e donne. ASSUNZIONI Un'altra novità dell'ultima ora riguarda il superbonus. Per fare partire i lavori basterà la comunicazione di inizio lavori (Cila), come per le ristrutturazioni straordinarie, ma gli alberghi resteranno fuori. Dentro, invece, case di cura, caserme, ospedali e ospizi. A saltare sono state anche le assunzioni di 350 tecnici per l'attuazione delle disposizioni sulla governance, che arriveranno con il decreto sulla Pa. Confermati invece i superpoteri del governo per i progetti del Pnrr e lo snellimento della burocrazia. Dimezzati i tempi per la valutazione di impatto ambientale, rafforzato il silenzio assenso e ridisegnato il Consiglio superiore dei lavori pubblici con la creazione di un Comitato speciale. Ma la vera bomba è il potere di sostituzione dei dirigenti pubblici e il commissariamento degli enti in caso di inerzia. Se i ministri non si muovono, sarà lo stesso premier ad intervenire.

Cantieri


CODICE APPALTI Fino al 31 ottobre 2021 è consentito il subappalto fino al 50% del valore complessivo del contratto di lavori, servizi e forniture. Dopo, nessun limite quantitativo. Confermate fino al giugno 2023 delle deroghe al codice introdotte dal vecchio dl semplificazioni. SUPERBONUS Superbonus più facile, basterà la comunicazione di inizio lavori (Cila), per i condomini ma niente estensione agli alberghi.

Pratiche


AUTORIZZAZIONI Si riducono le attese per tutte le procedure di approvazione dei progetti, dalle autorizzazioni ambientali a quelli paesaggistici fino agli scavi della banda larga, con la creazione di una supercommissione per la Via e di una Soprintendenza speciale. COMMISSARI Commissariamento degli enti, uffici, amministrazioni o organi che non rispettano scadenze e obblighi dei progetti previsti dal Recovery Plan.

Foto: Mario Draghi è presidente del Consiglio dal 13 febbraio (LaPresse)