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09/07/2020

Cantieri, il governo accelera sullo sblocco

QN - La Nazione

di Alessandro Farruggia ROMA Il premier Giuseppe Conte l'ha chiamata «la madre di tutte le riforme», lè per lui la prima carta che vuole giocarsi in sede europea per far capire che l'Italia si sta muovendo davvero sul fronte delle riforme. Il decreto semplificazioni ( 48 articoli su 98 pagine) che il governo ha affrontato dalle 23 di ieri sera - con un'ora e mezzo di ritardo sulla tabella di marcia a causa delle ultime serrate trattative sul tema appalti - assieme piano Nazionale delle Riforme, e che con ogni probabilità sarà varato con la formula «salvo intese», è una opera ambiziosa. Stamani Conte la illustrerà in una conferenza stampa. Prevede semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia, dei procedimentali e delle responsabilità, semplificazione per ia diffusione dell'amministrazione digitale e in materia di attività di impresa, ambiente, infrastrutture energetiche e green economy. Ma rischia di essere ancora una opera «in divenire». L'obiettivo del governo è fare ripartire l'economia allentando le regole non essenziali, con un focus particolare sui cantieri. Stralciata l'ipotesi contenuta un una delle prime bozze di un mezzo condono edilizio, la maggioranza si è divisa soprattutto sugli appalti. il braccio di ferro è stato tra M5s e Iv, favorevoli al «modello Genova», e una parte del Pd e Leu che hanno frenato sull'ipotesi di un allentamento delle regole previste dal Codice degli appalti. Uno dei punti chiave - sul quale molto si è discusso in Cdm - è quello dei commissari straordinari per una lista di grandi opere strategiche. Entro il 31 dicembre - dice la bozza - andrà stilata una lista degli interventi infrastrutturali da affidare a commissari straordinari. La lista arriverà con uno o più dpcm, su proposta del Mit e sentito il Mef. Una ulteriore lista potrà arrivare poi entro giugno 2021. «Serve il modello Expo non il modello Raggi - ha sottolineato Matteo Renzi - : le cose si devono fare sennò si muore di fame». «Vediamo - ribatte il segretario della Lega Matteo Salvini - se prevale la linea dell'efficienza o la linea della Cgil». Quello sui cui c'è l'accordo è una «corsia semplificata» per opere piccole e medie affidate fino al 31 luglio 2021. Per quelle «per importi inferiori a 150.000,00 euro è ammesso l'affidamento diretto». Per importi a partire da 150.000,00 euro e sino alle soglia comunitaria di 5,3 milioni di euro, l'affidamento avviene «con procedura negoziata, senza bando», previa consultazione (a seconda del valore dell'opera) tra 5 e 15 operatori economici. Per le opere strategiche arriveranno invece i commissari straordinari. Via libera - sempre fino al 31 luglio 2021 - alla verifica antimafia superveloce ottenibile «tramite una liberatoria provvisoria, immediatamente conseguente alle risultanze della banche dati». Disco verde anche per la facilitazione degli investimenti delle Pmi (la cosiddetta «nuova Sabatini»), la modifica del reato di abuso d'ufficio e per la responsabilità erariale, che con la formulazione attuale spingono molti dirigenti pubblici alla cautela massima nella firma degli atti. Per danni causati «da omissione o inerzia», i funzionari saranno perseguibili per colpa grave, mentre per danni legati a loro azioni dovrà essere provato il dolo. Previsti anche tempi certi e abbreviati per la valutazione di impatto ambientale. Come sempre iI diavolo, al pari dell'efficacia di una norma, è nei dettagli. Da qui la riunione fiume del Cdm. © RIPRODUZIONE RISERVATA