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02/03/2021

«Cantieri fermi anche con il super commissario»

Il Gazzettino

VENEZIA «A che cosa serve un commissario sbloccacantieri se poi i cantieri sono fermi?»
A chiederselo è Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva, una delle aziende del Consorzio Venezia Nuova, che non esita a parlare di immobilismo totale: «Avanzavamo 20 milioni fino al mese scorso, quando lanciammo l'appello che eravamo a rischio fallimento. Ci è stato pagato il 5 per cento circa. Un credito di 19 anzichè di 20 non cambia niente. Il problema è che non lavoriamo, in questo momento. Ad esempio su piazza San Marco i cantieri sarebbero dovuti partire a inizio mese. Febbraio è passato, inizia marzo e ancora non si sa se sarà possibile l'affidamento o se sarà necessaria una gara d'appalto».
Un tema che era stato affrontato nel 2002. Tanto che era stato redatto un elenco dei lavori che si sarebbero potuti affidare direttamente al concessionario rispetto a quelli che dovevano essere assegnati con bando, come il rialzo delle insule e gli impianti del Mose. Che differenziava la procedura da seguire tra interventi già finanziati e quelli da intraprendere ex novo.
«Il commissario liquidatore a distanza di quasi vent'anni ha chiesto un parere legale - prosegue Rizzo - ma non è stato risolutivo. C'è chi invoca lo stato di emergenza, e sottolinea che bisognerebbe procedere nel modo più spedito possibile, chi invece preferisce seguire la prassi ordinaria con gli appalti. Vada come vada, la differenza si può quantificare in 24 mesi: le ditte possono aspettare la gara, ma Venezia no. Con l'appalto sicuramente i tempi si allungano. E anche la prossima stagione di acqua alta è a rischio».
Intanto la sabbia nella clessidra scorre inesorabile: mancano nove mesi alla data di consegna prevista per la grande opera.
«Si era detto il 31 dicembre - conclude Rizzo - sul fatto che sia di quest'anno ho i miei dubbi. Oppure basta capire che cosa si intende per Mose finito. Se parliamo di compressori e di impianti può darsi, ma se pensiamo ai cantieri in superficie è tutt'altra cosa. Siamo ancora in alto mare»
(r.vitt)
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