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20/07/2021

Cantiere Sant’Agostino, lunedì stop candidature

QN - Il Resto del Carlino

di Stefano Luppi Lunedì prossimo alle 13 scade la possibilità di concorrere al restauro dell'ex ospedale Sant'Agostino da parte delle imprese che stanno partecipando al bando da 25,6 milioni di euro (più Iva) di Fondazione di Modena. L'ente ex bancario, proprietario dell'ampio edificio settecentesco che fronteggia Palazzo dei Musei, ha concesso una proroga di dieci giorni vista la complessità della documentazione da consegnare per vincere l'appalto del più costoso cantiere di Modena da molti anni in qua. Fondazione di Modena l'ha comunicato sul suo sito attraverso una nota scarna: «Il CdA di Fondazione di Modena ha esaminato la richiesta di alcuni operatori economici che hanno portato all'attenzione della Fondazione la richiesta di prorogare la scadenza del termine di presentazione della gara. Dati gli elementi dell'istruttoria tecnica portati alla sua attenzione, ritenuti idonei a giustificare la concessione di una proroga, il Consiglio di amministrazione ha posticipato il termine dell'offerta di gara al 19 luglio 2021 alle ore 13». Restano da comprendere alcuni particolari dei quali si saprà di più solo a gara terminata. Intanto va ricordato che nessuna delle imprese che intendono partecipare aveva già consegnato i materiali prima del 9 luglio - la scadenza originaria del bando di gara - perché qualora anche una sola avesse presentato la documentazione l'ampliamento dei termini non ci sarebbe stato. Troppo alto, nel caso, il rischio di un ricorso. Restano inevase, al momento, alcune domande riguardo questo sofferto cantiere ridimensionato, passato da 40 a 25 milioni nel giro di alcuni anni. Sarà interessante vedere, per esempio, se alla gara per l'appalto milionario - e molto visibile in città, dunque appetibilissimo - parteciperanno solo imprese del territorio emiliano o altri colossi nazionali. E ancora - ma anche per questo occorrerà attendere la scadenza dei termini del 19 luglio - comprendere la composizione della commissione tecnica che valuterà i progetti (la decisione finale sarà comunque del Cda di Fondazione di Modena e dovrebbe avvenire in una ventina di giorni). Dopo anni di decisioni contraddittorie di Fondazione, Comune e Stato, con polemiche e ricorsi al Tar di Italia Nostra, la 'febbre' dunque cresce. Negli ultimi anni i colpi di scena non sono infatti mancati, con il completo stravolgimento e abbandono del progetto originario di Gae Aulenti con il quale si immaginava di trasferire al Sant'Agostino le biblioteche Estense e Poletti (poi Martina Bagnoli, direttrice della prima ha detto 'no'). Occorre ricordare infine che il criterio di aggiudicazione sarà quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo fornito. L'appalto riguarda interventi per circa 11mila metri quadrati dei 24mila totali dell'edificio: comprendono la parte statale demaniale, la centrale tecnologica interrata, l'area dell'ex Ospedale Militare, l'Atrio del complesso nonché il fronte dell'ex ospedale Civile da via Berengario a via Ramazzini. Nella parte demaniale ci sono i Musei Universitari, in pratica sbarrati o quasi da anni (ha riaperto, a inizio 2018, il solo teatro anatomico di Unimore), oltre a spazi destinati alle attività didattiche. Nell'ex Ospedale militare troveranno posto le sale espositive di Fondazione Modena Arti Visive, spazi destinati alla scuola di alta formazione dedicata all'immagine contemporanea (oggi fortemente a rischio per mancanza di studenti) e un ampio auditorium. Al Sant'Agostino per ora sono attive le attività di Fem, DhMore e la programmazione annuale di Ago-Fabbriche culturali.