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14/01/2020

Cantiere Policlinico tornano i commissari l’appalto è a rischio

Il Mattino

Ombre sul futuro dell'opera: a marzo finisce la gestione straordinaria ma solo a febbraio attesa la pronuncia del Consiglio di Stato sulle nomine
L'OCCUPAZIONE
Enzo Mulieri
Tar del Lazio, proteste dei sindacati, Consiglio di Stato. Terza puntata del capitolo Condotte, il gruppo delle costruzioni in amministrazione straordinaria, e delle prospettive della controllata Concorsu, il Consorzio che gestisce l'appalto per il completamento del Policlinico di Caserta.
A distanza di appena dieci giorni dalla bocciatura da parte del Tribunale amministrativo della nomina dei tre commissari del gruppo, Matteo Uggetti, Giovanni Bruno e Alberto Dello Strologo (poi dimissionario), nuovo ribaltamento delle posizioni, ieri, per il pronunciamento del Consiglio di Stato. Allo scopo di garantire la continuità aziendale, compresi i programmi previsti per la cessione delle società controllate come Concorsu, il Consiglio ha accolto la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar di fine dicembre scorso consentendo la ripresa di tutta la procedura di risanamento almeno fino al 20 febbraio quando la questione-nomine troverà il suo approdo finale.
Attraverso quest'ultima determinazione hanno così trovato risposta, almeno per adesso, le attese sia dell'impresa che dei sindacati di categoria impegnati questi ultimi a sostenere la vertenza Condotte e in particolare il mantenimento dei livelli occupazionali.
Pertanto da lunedì tireranno un sospiro di sollievo le controllate di Condotte meglio posizionate sul mercato (Nodavia, Ergon e Inso). Lo stesso non si può dire per il Consorzio casertano Concorsu, pur esso sottoposto a procedura di vendita, ma che sembra non incrociare alcun interessamento da parte di possibili acquirenti, almeno in via ufficiale. Proprio per quest'ultima condizione, resta conseguentemente in bilico pure il futuro dell'infrastruttura di Tredici, fino alla fine di marzo quando terminerà definitivamente l'amministrazione straordinaria della capofila e con essa le garanzie salariali della cassa integrazione per poco meno di una ventina di lavoratori ancora in organico presso il cantiere casertano. Ma il problema non finisce qui.
All'interno di una condizione di precarietà generale così evidente, per Caserta insiste in particolare pure l'aggravio della mancata soluzione da parte dell'Avvocatura di Stato del contenzioso che divide la stazione appaltante del Policlinico, l'Università della Campania, e la società appaltatrice di Roma, con i rischi di ulteriori ritardi per il completamento dell'opera. Un'eventualità, quest'ultima, che si fa sempre più probabile col passare del tempo, anche rispetto a quanto preventivato nel corso dell'audizione che si tenne a ottobre scorso presso la Commissione sanità della Regione, per iniziativa del parlamentare Stefano Graziano.
«In caso di mancato esito del giudizio presso l'Avvocatura di Stato - ebbe a ricordare Graziano nell'occasione - si rischia di dover ripartire con un nuovo bando di gara e di perdere altri 4 anni per riprogettare l'opera e adeguarne i costi». Come dire che dentro i programmi futuri dell'infrastruttura si prospettano due percorsi diversi da intraprendere, ma sempre di tipo giudiziario, comunque da superare ai fini della ripresa. Tuttavia, rispetto a un iter così complicato come quello che si sta profilando, nessuna reazione particolare va registrata nel territorio. Quel che più colpisce è una sorta di indifferenza da parte della politica e delle istituzioni della provincia.
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