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30/08/2018

Canoni, il Comune alza la voce Un gestore paga, l’altro no

L'Arena di Verona

BARDOLINO. All'appello ora mancano centomila euro mai arrivati nelle casse municipali. Il sindaco: «Via allo sfratto»
Dopo l'invio delle raccomandate i concessionari del bar Centrale hanno regolarizzato mentre resta aperto il caso del Lido Cornicello
Il Comune di Bardolino passa alle maniere forti con i gestori degli immobili comunali Lido Cornicello e Bar Centrale che per molti mesi non hanno versato il canone mensile, dovuto all'ente provocando un ammanco nella casse pubbliche di oltre 150mila euro. Questo «buco» è stato più volte oggetto di accesa discussione in consiglio comunale per l'incalzare delle domande della minoranza. I gestori del Centrale pagano in extremis tutti gli arretrati e si salvano, per il momento, dall'imposizione dello sfratto. La situazione pare irrecuperabile, invece, con il Lido Cornicello. SFRATTI. Nelle scorse settimane il Comune ha avviato le procedure per recedere dal contratto stipulato sia con la ditta Rotim srl con sede a Pastrengo, che nell'aprile 2017 si è aggiudicata la gara per l'assegnazione del Lido Cornicello nella punta omonima, sia con la ditta Paninoland Caffè snc che dall'agosto 2014 gestisce il Bar Centrale in piazza Matteotti con un canone annuale d'affitto pattuito in 87.250 euro. «Gli uffici hanno più volte sollecitato il pagamento dei canoni e la messa in regola per entrambi gli immobili, compilando tutte le richieste di rito ma dato che il Comune non riscuote è tempo di sciogliere i contratti e rientrare in possesso degli immobili» annuncia il sindaco, Ivan De Beni. All'arrivo della documentazione che certificava le procedure di sfratto, però, i gestori del Centrale hanno reagito rimettendosi subito in regola e versando 58mila euro di canoni pregressi a favore dell'ente proprietario. La situazione è rimasta invariata, fino a ieri mattina, per il Lido a punta Cornicello gestito dalla Rotim, da cui il Comune ancora attende il pagamento di circa 100mila euro di arretrati. «A questo punto ritiriamo lo sfratto per la ditta che ha in gestione il Bar Centrale, ma la procedura rimane aperta per il Lido Cornicello» continua De Beni. «Sanno tutto, hanno ricevuto tutto, rimangono inadempienti. Procediamo, forti di una fideiussione bancaria di 150mila euro a eventuale copertura». BANDI PUBBLICI. Proprio la Rotim srl, l'anno scorso, nel bando a cui aveva partecipato insieme ad altre due ditte, aveva presentato un rialzo del 322 per cento sulla base d'asta del canone annuo stimato in 36mila, arrivando a proporre una cifra da capogiro se confrontata con quella di partenza. Questo non aveva insospettito il Comune sulla futura, reale capacità dell'azienda di tenere fede all'impegno economico preso? «Il Comune ha seguito ciò che prevedono i bandi pubblici in questi casi, ha chiesto tutte le garanzie e provveduto alle fideiussioni» risponde il sindaco. «Con le carte a posto chi si aggiudica il bando ha diritto di passare alla gestione». Quasi subito sono arrivati i guai, però. «Esatto, ma il Comune non ha strumenti per rifiutare un'offerta superiore alla base d'asta. Se lo facesse, magari potrebbe incappare in una verifica della Corte dei conti per procurato danno alle casse. Quello che andrebbe riformato, in Italia, è il sistema dei bandi, perché seguono una logica perversa che alla fine si ritorce conto l'ente pubblico. Bisognerebbe che i Comuni venissero lasciati più liberi nelle fare le verifiche del caso e nello scegliere i criteri, per mirare a gestioni sane che diano anche continuità».DISCUSSIONE CONSIGLIARE. Ma quali bandi da riformare, per i consiglieri di minoranza de «La Civica» il problema sta tutto in come l'amministrazione ha gestito fino a oggi le concessioni degli immobili comunali. Daniele Bertasi, Giuditta Tabarelli e Pietro Meschi hanno sollevato l'argomento più volte, in consiglio comunale, chiedendo lumi al consigliere delegato alle finanze Marcello Lucchese. Poi hanno diffuso sui loro canali informativi aggiornamenti e commenti sui mancati pagamenti dei canoni, che a luglio secondo i loro conti erano pari a quasi 174mila euro, concludendo che «le precedenti gestioni fallimentari non hanno insegnato niente a questa amministrazione. Ma sì, tanto pagano i bardolinesi». I tre consiglieri sono critici anche sulle fideiussioni in grado di coprire i debiti sugli immobili comunali: «Peccato che l'ultima volta questa amministrazione si è fatta «gabbare» con una fideiussione «fasulla» di 70mila euro». Non ci sta, però, il sindaco De Beni che replica subito: «Chi pagherà sarà il privato e non i bardolinesi, tutto ciò che abbiamo fatto finora la dimostra» conclude, «il Comune è in possesso di fideiussioni in grado di coprire mancati pagamenti fino al primo novembre».

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