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12/10/2021

Canile pubblico: il bando è un flop Furia animalista

Corriere della Sera - Andrea Camurani

LA PROTESTA A VARESE
A Varese è andato deserto il bando per la realizzazione del nuovo canile. Nessun privato ha partecipato. La denuncia degli animalisti: «Il Comune ci ha escluso».

a pagina 13


Varese
Mancano operatori economici che vogliono investire in un nuovo canile pubblico e la «manifestazione di interesse» proposta dal Comune è andata deserta: al bando non ha aderito nessun privato, ente o impresa, e neppure nessuna associazione tra quante si occupano della tutela degli animali, come la «Lega Nazionale per la difesa del cane» che nel capoluogo da anni ha in carico la gestione della struttura nella periferia est della città. Perché a Varese un canile c'è, ma presenta i segni del tempo e soprattutto, oltre alla vetustà, sorge in una posizione parecchio infelice: ogni volta che piove forte, l'esterno del complesso si allaga e più di una volta i volontari sono dovuti arrivare col cibo per sfamare gli ospiti facendosi strada con gli stivali in due spanne d'acqua. Attualmente l'immobile di via Friuli ha in custodia 25 cani, e 30 sono gli «operativi» della Lega Nazionale per la difesa del cane sezione di Varese (in tutto 90 iscritti) che ogni giorno sfamano gli animali, li fanno camminare e li accudiscono.

«Qui a Varese il problema del randagismo è molto raro, noi ci occupiamo di quei cani rimasti soli per via delle problematiche famigliari dei loro padroni: anziani, persone che si ammalano o che non riescono più a prendersene cura. Ma da tempo questa struttura non è più idonea, il Comune ha identificato un'area pubblica per realizzarne un'altra ma non è possibile per noi sopportare anche i costi dell'edificazione dal momento che non siamo una realtà che vive di entrate proprie: oltre alla sovvenzione comunale annuale ci basiamo su raccolte fondi e aiuti di privati», spiega la responsabile dell'associazione, Alessandra Calafà. I costi per la gestione di una realtà come questa, sono diversi: «Non ci sono solo gli alimenti per gli animali, ma anche la formazione dei volontari, le spese assicurative e veterinarie, gli investimenti sulla sicurezza dei luoghi di lavoro dal momento che abbiamo tre educatori che collaborano con noi». Sulla questione si è mossa anche la presidente nazionale dell'associazione, Piera Rosati che in una lettera ha spiegato le criticità dell'operazione col sistema del project financing , non solo sul piano economico ma anche etico: «Un investimento di questo tipo taglia di fatto fuori qualsiasi associazione che si regge sul volontariato e sulle donazioni e questo rappresenta un vero pericolo per gli animali. Una eventuale impresa aggiudicataria dell'appalto, e quindi della gestione della struttura, nella migliore delle ipotesi non sarebbe in grado, e nella peggiore non avrebbe alcun interesse ad assicurare il benessere degli animali, avendo come obiettivo principale il profitto e il recupero della somma investita».


Il nuovo canile cittadino sorgerà in via Duno e negli intendimenti dell'amministrazione sarà un polo all'avanguardia (un «parco canile» senza box chiusi, e un gattile) ma che a questo punto verrà pagata interamente con soldi pubblici. «È saltata l'idea del partenariato pubblico-privato, in modo da garantire un risparmio per le casse dell'ente: ci vorranno più di 200 mila euro di risorse comunali per la costruzione, e una volta realizzato il nuovo centro dovrà venir identificato l'operatore per la gestione attraverso un bando pubblico», spiega l'assessore Dino De Simone cond delega anche a Sostenibilità e tutela ambientale.


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Gli esemplari in custodia nel canile di Varese

200

Mila euro
il costo per
il nuovo canile


Foto:

Volontari Un operatore del canile ( Dard )

Ospiti Due animali del canile ( Dard )