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03/12/2018

Cani randagi, l’Anpana: «Verifiche sulla gestione»

Il Mattino

IL CASO
Antonello Plati
I cani randagi di Avellino al canile di Brusciano, di proprietà della società «La sfinge»: insorgono le associazioni animaliste che chiedono di verificare la regolarità della gara di appalto.
Il titolare della gestione, infatti, sarebbe lo stesso che con un'altra società aveva gestito il canile lager di Marigliano, «sequestrato dal Nas dei carabinieri nel 2015 per gravi carenze igienico-sanitarie, irregolarità amministrative e per l'accertata sofferenza per gli animali ricoverati», dice Anna Vitale, presidente dell'Anpana. L'anno scorso il titolare del canile mariglianese è stato condannato a 9 mesi dal giudice monocratico del Tribunale di Nola. Inoltre, sostengono gli animalisti, «il bando per l'affidamento sarebbe viziato».
Insomma, uno degli ultimi atti dell'amministrazione Ciampi viene contestato. «Nell'affidamento denuncia Vitale ci sarebbero secondo noi delle irregolarità: il bando per il servizio di custodia e fornitura dei pasti ai cani randagi non sarebbe mai apparso sul sito dell'ente di Piazza del Popolo. Per questo abbiamo già dato mandato ai nostri legali per verificare la possibilità di annullamento e sicuramente faremo appello all'Anac». Elementi tutti da verificare. Quello che preoccupa Anpana è che «la struttura della provincia di Napoli, risultata vincitrice, è stata più volte attenzionata per numerose criticità emerse negli anni precedenti», chiude l'animalista.
Più in generale, Vitale accende i riflettori sul problema del randagismo. Dice: «Quella di Avellino è una situazione molto difficile: non solo non disponiamo di un canile, ma il Comune non s'è mai dotato di un regolamento in materia». Molti i branchi che attualmente circolano per le strade del capoluogo come in molti comuni della provincia. Vitale segnala: «A Piazza Kennedy e nel Centro storico, ma anche lungo la Bonatti e a Borgo Ferrovia sono presenti branchi di randagi tra i quali alcuni di taglia grossa: questi animali hanno diritto all'assistenza non possono vivere in mezzo alla strada mettendo a rischio la propria vita e causando inevitabilmente disagi ai cittadini. Una simile condizione non è accettabile in una società civile, ma nessuno fa niente: i medici veterinari non hanno mai preso posizione né la polizia municipale è mai intervenuta con decisione». Infine, ma non meno importante, il fenomeno degli avvelenamenti che nell'ultimo periodo ha causato la morte di diversi cani. «Un fenomeno che va condannato con forza, ma che è, in parte, correlato alla presenza di troppi randagi in strada che induce persone senza scrupoli a farsi giustizia da sole».
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